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1° Maggio a Cosenza: consapevolezza e mobilitazione. Usb «la speranza può ancora avere voce»

Area Urbana

1° Maggio a Cosenza: consapevolezza e mobilitazione. Usb «la speranza può ancora avere voce»

Dalla manifestazione del 1° Maggio promossa dal sindacato Usb Lavoro privato Calabria in Piazza Kennedy un segnale politico e sociale contro precarietà, guerra e lavoro povero

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1° Maggio Cosenza USB lavoro privato

COSENZA – Oltre la festa “Il 1° Maggio deve essere altro” ed è stato proprio questo: non una semplice giornata di svago, ma un momento di consapevolezza e mobilitazione. “Ci raccontano spesso che il Primo Maggio – sottolinea l’Usb Lavoro Privato – debba essere soltanto una giornata di leggerezza e spensieratezza: una parentesi innocua fatta di concerti e slogan, prima del ritorno alla normalità. Ma per noi il 1° Maggio deve essere altro”.

1° Maggio: tra precarietà e lavoro povero

Al centro della riflessione, il tema del lavoro e delle difficoltà diffuse: “deve essere il giorno in cui ci riconosciamo negli stessi occhi stanchi, nella stessa rabbia e nelle stesse paure. Il giorno in cui comprendiamo che precarietà, lavoro povero e assenza di prospettive non sono problemi individuali, ma una condizione collettiva. La leggerezza che rivendichiamo non è quella di una festa vuota, ma quella che vorremmo nelle nostre vite: senza sfruttamento, senza ricatti, con la possibilità di immaginare il futuro senza paura”.

Piazza Kennedy il cuore dell’iniziativa

Nel tracciare un bilancio di quella che è stata la manifestazione di venerdì scorso Piazza Kennedy, il sindacato sottolinea “la possibilità di ritrovarsi e respirare insieme”, tra bandiere, interventi, laboratori e musica. “Abbiamo rimesso al centro un’idea semplice: il 1° Maggio appartiene a chi lotta”.

Durante la giornata non sono mancati riferimenti ai temi internazionali e sociali: “abbiamo parlato contro la guerra, mentre gli Stati si riarmano. Abbiamo parlato di lavoro povero, mentre ci raccontano la favola della dignità garantita da stipendi insufficienti. Abbiamo parlato di libertà e futuro, perché liberarsi dalla precarietà è il primo passo per una vita degna”.

“La speranza può ancora avere voce”

Secondo gli organizzatori, la partecipazione rappresenta un segnale importante: “qualcuno ci vorrebbe rassegnati. Ma dalla piazza è arrivato un messaggio chiaro: il malessere può diventare forza. I volti, gli interventi, la musica e le persone rimaste fino a notte hanno dato forma a qualcosa che va oltre un evento: un immaginario collettivo che resiste”. L’iniziativa non resta isolata, ma si inserisce in un percorso più ampio.

1° Maggio Cosenza USB lavoro privato 02

“Il Primo Maggio non può esistere solo un giorno l’anno. Deve tornare nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle scuole. Deve diventare pratica collettiva e solidarietà concreta. A tutte e tutti quelli che c’erano – conclude l’Usb Lavoro Privato Calabria – va il nostro grazie. Perché non abbiamo solo riempito una piazza: abbiamo ricordato che la speranza può ancora avere voce, musica e coraggio”.

 

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