Calabria
Oliverio e i suoi venti mesi al peperoncino

Il presidente della Regione approfitta del festival di Diamante per fare il punto della situazione e annuncia un report sulla prima fase della sua amministrazione: la Sanità è – o meglio, resta – quel che è, però i fondi europei sono finalmente usati come si deve e il turismo migliora. Poi la strigliata ai calabresi: cambiate mentalità.
COSENZA – Il lungomare di Reggio sarà pure il più bello d’Italia. Ma, forse, non altrettanto può dirsi del Pd dello stretto, non troppo tenero verso i cosentini. Eppoi, vuoi mettere il peperoncino che solo dalle parti di Erenesto Magorno cucinano così bene? Nessuna meraviglia, allora, che Mario Oliverio abbia scelto Diamante per annunciare (e di fatto anticipare) il report, di prossima pubblicazione, sui primi venti mesi di governo.

Uno stand del Festival del peperoncino
Altro che festa dell’Unità, testata gloriosa che nasce e muore tra debiti certi e finanziamenti labili: il futuro è il peperoncino, di cui i montanari sono grandi consumatori e i marinari grandi produttori. Eppoi, a Diamante c’è il segretario regionale, già renziano in quota Principe dopo essere stato socialista vicino a Oliverio ai bei tempi della Provincia. Volete mettere?

Da sinistra, Ernesto Magorno e Mario Oliverio
Il pubblico c’era, attratto forse più dalla gastronomia che non dalla politica, e non era poco. Oliverio, da buon sangiovannese, sa che il peperoncino si accompagna al vino. E perciò il bicchiere tocca vederlo (e mostrarlo) sempre mezzo pieno. Perché la parte vuota somiglia a una voragine.
Ad esempio la Sanità, dove i numeri restano in rosso (a proposito di vino e non). Oliverio ammette il tutto: “Gran parte dei nostri corregionali sono costretti a partire e a ricorrere all’esterno della Calabria per curare la propria salute. Le liste di attesa si sono allungate, i servizi sanitari territoriali sono stati depauperati e i principali ospedali della nostra regione scoppiano”. Ma poi arriva la giustificazione, ai limiti dello scaricabarile: “Sei anni di commissariamento non hanno minimamente migliorato la situazione sanitaria. Anzi, l’hanno ulteriormente aggravata”.

Un altro stand del festival
E poi il “segnale” alla classe dirigente nazionale, che da Diamante forse è più efficace che non da Reggio: “Questo era e rimane il problema ed è da questa considerazione che è partita l’interlocuzione con il Governo nazionale, affinché si possa in tempi rapidi e brevi risolvere il nodo del commissariamento”. Già: “Non possiamo più continuare a mantenere un’intera regione in questo stato”.
La Sanità e i suoi guai, sono ineludibili perché occupano – immobilizzano – gran parte del Bilancio. E Oliverio li ha affrontati, si è visto, sulla difensiva. Il presidente va invece all’attacco su altri fronti.
Innanzitutto i fondi europei: “Le prime risposte ai bandi indicano il profondo mutamento di rotta che c’è stato in questi mesi, peraltro riconosciuto dalle stesse autorità politiche e amministrative della Commissione europea”.

Un boquet piccante
Poi la burocrazia: “Abbiamo fatto una rivoluzione”. Inoltre il turismo: “I numeri sono in ripresa”. In questi casi il colore del vino è più rubizzo e se il bicchiere sembra ancora mezzo pieno c’è il “colpevole” dell’avvenuto svuotamento: la precedente giunta di centrodestra, su cui Oliverio ripete il suo mantra, fisso dalla campagna elettorale del 2014: “La drammatica situazione ereditata dalla giunta Scopelliti”.
Ciliegina sulla torta, la film commission, che Oliverio spera di rivitalizzare agganciandola al carro della Basilicata (dove da anni opera Paride Leporace).
Lui, Oliverio, fa quel che può: “Ce la stiamo mettendo tutta”. Ma i calabresi devono essere all’altezza: “Un’azione di governo che deve essere sempre più pressante e coesa da sola non basta se non viene accompagnata da un radicale mutamento degli atteggiamenti della stessa società calabrese, dalla richiesta asfissiante di risposte assistenzialistiche, a volte dalle stesse spinte a farci male da soli”.
Non resta che attendere la pubblicazione di questo report, sicuri che Oliverio sarà di parola come sempre (e report, in effetti, ne ha pubblicati tanti, nel corso della sua lunga carriera alla Provincia). Chissà che anche questo non gli porti fortuna: l’unica cosa che, a sentir lui, un po’ gli manca.
Mario Margheriti



















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