Italia
“Lector in Fabula”, Caligiuri a Conversano: “ci sarà sempre più bisogno di Intelligence”

“L’intelligence rappresenta uno strumento indispensabile per comprendere una realtà sempre più complessa e caratterizzata dalle nuove tecnologie”.
CONVERSANO (BA) – Mario Caligiuri in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Cyber Intelligence. Tra libertà e sicurezza” ha sottolineato proprio l’aspetto della necessità e del bisogno di un sistema di intelligence sempre più efficace. Caligiuri professore straordinario all’Università della Calabria è stato tra i primi a introdurre lo studio scientifico dell’intelligence in Italia, promuovendo non solo un master all’Università della Calabria (giunto alla sesta edizione) ma anche centri di ricerca, convegni e collane editoriali. Ha curato, tra gli altri, il testo di Robert D. Steele, “Intelligence. Spie e segreti in un mondo aperto” (2002), ed il volume “Intelligence e scienze umane. Una disciplina accademica per il XXI secolo” (2016), entrambi editi da Rubbettino. A Conversano nell’ambito della XII edizione del Festival “Lectorinfabula 2016” ha presentato i contenuti del suo ultimo libro “Cyber Intelligence. Tra libertà e sicurezza“.
Insieme a Caligiuri, sono intervenuti il garante del lettore de “La stampa” Anna Masera e Tommaso Edoardo Frosini, professore dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. Durante il dibattito, sono stati affrontati i temi legati all’uso del web, al diritto alla riservatezza e all’oblio, ai pericoli della Rete, al ritardo italiano sulle nuove tecnologie. Inoltre, è stata illustrata la carta dei diritti di internet, evidenziando la necessità non solo di regole ma di opportuni percorsi educativi.

In particolare, Caligiuri ha evidenziato che per ricostruire la percezione della realtà, fortemente compromessa dal racconto televisivo e del web, occorre ripartire dalla comprensione delle parole, che vengono prima delle immagini. Inoltre ha ribadito che la Rete offre l’illusione della partecipazione e della comunicazione, mentre quasi sempre finisce con il trasformarsi quasi sempre in un’arma di distrazione di massa. Caligiuri ha poi proseguito dicendo che “non abbiamo ad oggi sufficienti informazioni per verificare l’impatto a lungo termine delle nuove tecnologie sull’essere umano. Non so se internet ci renda più intelligenti o più stupidi. Sicuramente ci rende diversi. La sfida è quindi tutta davanti a noi”.
In tale quadro ha ribadito che “l’intelligence è il tema fondamentale del presente per gestire la complessità e individuare le informazioni davvero rilevanti per Stati, imprese e cittadini”. “La cyber intelligence – ha concluso – diventerà sempre più centrale poiché collega due ambiti: da un lato l’intelligenza, elemento tipicamente umano, e dall’altro le tecnologie, espressione del mondo digitale. E maggiormente crescerà l’impatto delle nuove tecnologie più ci sarà bisogno del fattore umano dell’intelligence, cioè della capacità di analizzare, interpretare e contestualizzare le informazioni”.


















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