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Cosenza, rapinatore incastrato da un tatuaggio

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Cosenza, rapinatore incastrato da un tatuaggio

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COSENZA – Evasione e rapina. Sono queste le accuse che la Procura della Repubblica di Cosenza, diretta dal procuratore capo Dario Granieri, ha cristallizzato nei confronti di Francesco Picicco, vecchia conoscenza dlele forze dell’ordine, per il quale si sono aperte le porte del carcere di via Popilia. L’arresto di Picicco, 24enne, nativo di San Fili, ma residente a Marano Marchesato, è frutto di un’accurata e minuziosa attività d’intelligence, portata  a termine con successo dalla sezione Antirapina della squadra Mobile di Cosenza.

Ad incastrare Picicco c’ha pensato un tatuaggio: quella lucertola che s’era fatto disegnare sul collo. Ed è stato proprio uno dei testimoni a ricordarsi di quel particolare e indirizzare gli inquirenti del 113 sulla pista giusta. La rapina commessa da Francesco Picicco, risale al 13 luglio scorso. Il 29enne, in compagnia di un complice, ancora in via d’identificazione, fece irruzione all’interno della gioielleria Momenti Preziosi di via degli Stadi. La tecnica fu la solita. Veloce e spietata. I due, una volta dentro l’esercizio commerciale, imposero l’impiegata e un cliente a straiarsi per terra, tenendo la testa abbassata e il viso ben fisso e immobile sul pavimento. Mentre i due malcapitati eseguivano l’ordine, i malviventi arraffavano tutto quwello che c’0era nelle casse e nelle vetrine espositive. Oro, contanti, altri gioielli di valore. Tutto per un valore complessivo di circa 150mila euro. I malviventi, prima di anda via, per facilitasi la fuga, presero il telefono del vcliente e staccarono anche l’har disk delle telacamere a circuito chiuso, posizionate all’interno dle negozio. Convinti di aver “cancellato ogni traccia del loro passaggio delinquwenziale, i due malviventi si avviarono in fretta verso l’uscita. Non avevano, però, fatto i conti con quel testimone che notò quella lucertola tatuata. Ed è stato prioprio analizzando i fotogrammi e le foto segnaletiche degli abituali “clienti” delle forze dell’ordine che gli uomini della squadra Mobile, diretti dal commissario capo Antonio Miglietta, hanno imboccato il sentiero giusto, in direzione di Marano Marchesato. Picicco, che quel giorno doveva essere in casa ai domicliari, si prese la “libertà” di evadere per commettere il suo piano criminale, con l’ausilio di un complice. Quando gli inquirenti si sono presentati  casa sua per notificargli l’ordinanza di custodia cautelare, il 29enne ha cercvato di fornire un alibi. Ma la lucertola l’ha incastrato.

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