Italia
La Lega Nord ‘vende’ Radio Padania ad un imprenditore calabrese

A lanciare l’iter per la cessione delle frequenze è stato Matteo Salvini.
MILANO – La ‘storica’ Radio Padania scivola nelle mani di un imprenditore di origini calabresi. La Lega Nord perde così l’ultimo baluardo del sistema mediatico costruito da Umberto Bossi a partire dalla fine degli anni Novanta. Matteo Salvini ha dato il via libera alla cessione della concessione nazionale dell’emittente a Lorenzo Suraci, imprenditore di origini calabresi trasferitosi a Bergamo dove ha creato la galassia Rtl 102.5. L’operazione permetterà così alla radio di sopravvivere sulle frequenze locali, ma solo se i ricavi e le donazioni lo consentiranno. L’idea alla base dell’operazione, che va avanti da tempo – viene spiegato -, e’ quella di “ridimensionare” la radio e farla diventare una “emittente locale priva di contributi pubblici e di partito”.
Fonti leghiste hanno pero’ smentito che la vendita possa fruttare 2,1 milioni di euro come sostenuto da un quotidiano, ma riferiscono di somme “decisamente inferiori”. L’impero mediatico costruito da Bossi ha cominciato a capitolare nel luglio del 2014 con la chiusura di Telepadania e successivamente nell’autunno del 2015 con quella dello quotidiano ‘La Padania’ (nelle edicole dal 1998). Salvini, che ha iniziato il suo percorso in Lega proprio dai microfoni di ‘Radio Padania Libera’ nel 1999 (ne e’ stato direttore per decenni), ha accelerato il progressivo processo di uscita del Movimento dai media tradizionali. Da tempo punta sulla comunicazione ‘social’ e per questo ha affidato a un team di professionisti la gestione dei suoi profili facebook e twitter, oltre che delle pagine ufficiali del Movimento.
Risale a prima dell’estate, infine, il lancio di una nuova testata on line ‘Il populista’ vicina alla Lega. “La radio non chiude ma non ha piu’ alcun sostegno pubblico, i nostri unici editori saranno gli ascoltatori, oltre alla pubblicita‘”, ha spiegato il direttore Alessandro Morelli, contattato al telefono. “L’operazione e’ stata avviata prima dell’estate ma ancora non e’ conclusa: per questi tipi di contatti ci vuole tempo, sono necessari diversi passaggi al ministero”, ha continuato. “Noi manterremo tutto l’asse che ho chiamato ‘A4′ col nome dell’autostrada Torino-Venezia, e che quindi comprende Cuneo, Torino, Milano, Bergamo e Brescia fino al Veneto”, ha aggiunto, “Al di fuori di quest’asse manterremo alcune realta’ come Varese e Como, Pavia, Alessandria e qualche ripetitore in Emilia”. “Certo nelle Marche non potranno piu’ ascoltarci sulla rete Fm, ma abbiamo ottenuto un canale tv, il 740 del digitale terrestre, oltre a mantenere il digitale radiofonico”, ha concluso.




















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