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Operatori 118 Cosenza: indennità negate, organici e sicurezza. «Occhiuto ci incontri o ci fermeremo»

Area Urbana

STESSO RISCHIO, MENO TUTELE

Operatori 118 Cosenza: indennità negate, organici e sicurezza. «Occhiuto ci incontri o ci fermeremo»

In prima linea, ma con meno tutele. Non solo la cronica carenza di personale e l’assenza della terza unità sulle ambulanze: gli operatori del 118 di Cosenza denunciano disparità economiche e professionali rispetto ad altri settori dell’emergenza-urgenza e chiedono un confronto urgente

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118 operatori pronto soccorso cosenza 01

COSENZA – Gli operatori e i dipendenti del 118 di Cosenza lanciano un appello che suona come un ultimatum. Nessuno vuole incrociare le braccia o interrompere quello che è certamente un servizio essenziale, ma la situazione, spiegano, è ormai diventata insostenibile. Se non arriveranno risposte concrete e immediate da parte della Regione Calabria, la protesta potrebbe sfociare nel blocco del servizio proprio nel periodo estivo, quando il numero degli interventi cresce sensibilmente e il sistema dell’emergenza è sottoposto al massimo stress.

118 operatori pronto soccorso cosenza 02

Operatori 118 di Cosenza: disparità e indennità mai riconosciute

La richiesta principale riguarda il ripristino della terza unità a bordo delle ambulanze, ritenuta fondamentale per garantire sicurezza agli operatori e ai pazienti. Oggi, nella quotidianità, molti equipaggi operano con il solo infermiere e l’autista, oppure con medico, infermiere e autista, senza ulteriori figure di supporto.

Una condizione che, soprattutto negli arresti cardiaci, nei politraumi, nelle emergenze pediatriche, nel soccorso ai pazienti bariatrici o negli interventi in edifici privi di ascensore, costringe due soli operatori a gestire contemporaneamente assistenza sanitaria avanzata, movimentazione del paziente, utilizzo delle apparecchiature elettromedicali e sicurezza dello scenario.

Gli operatori ricordano che il D.P.R. 27 marzo 1992, l’Atto di Intesa Stato-Regioni del 17 maggio 1996 e il D.Lgs. 81/2008 impongono un’organizzazione del lavoro orientata alla tutela della salute e della sicurezza, prevedendo una valutazione dei rischi e misure idonee a ridurre il carico operativo e non a trasferirlo sul personale.

118 pronto soccorso cosenza

Tra le questioni più sentite vi è anche quella relativa all’Operatore Tecnico Specializzato – Autista di Ambulanza. Il Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Sanità definisce chiaramente questo profilo come figura tecnica deputata alla conduzione del mezzo, alla gestione delle dotazioni e al supporto logistico. Non coincide, quindi, con la figura del soccorritore.

Nella realtà quotidiana, però, la carenza di personale porta gli autisti a collaborare costantemente nelle attività di soccorso, assumendo responsabilità ulteriori rispetto al proprio inquadramento contrattuale. Una situazione che, secondo gli operatori, espone il personale a maggiori rischi sotto il profilo organizzativo, professionale e della sicurezza sul lavoro.

Le indennità negate

A questo si aggiunge una seconda disparità, quella economica. Gli operatori denunciano il mancato pieno riconoscimento dell’indennità di Pronto Soccorso prevista dalla Legge di Bilancio 2022 e disciplinata dai successivi Contratti Collettivi Nazionali. In molte regioni italiane tali risorse sono già state riconosciute anche al personale del Servizio di Emergenza Territoriale 118, considerato parte integrante della rete dell’emergenza-urgenza.

In Calabria, invece, il percorso è rimasto incompleto, nonostante il Decreto del Commissario ad Acta n. 55 del 21 marzo 2025 riconduca espressamente il SUEM 118 tra le articolazioni organizzative del sistema di Pronto Soccorso. Per il personale non si tratta soltanto di una rivendicazione economica, ma del riconoscimento del valore professionale e delle responsabilità affrontate quotidianamente.

118 pronto soccorso_Annunziata bimbo

La disparità con la dirigenza medica: “stesso rischio, trattamento diverso”

Gli operatori evidenziano inoltre un’ulteriore disparità rispetto alla dirigenza medica. Mentre i medici dell’emergenza territoriale beneficiano degli istituti economici previsti dal CCNL dell’Area Sanità per la particolare gravosità dell’attività svolta, infermieri, autisti di ambulanza e personale delle Centrali Operative continuano a percepire esclusivamente le indennità ordinarie di turno, notturno e festivo, pur operando negli stessi scenari di emergenza, affrontando identici rischi biologici, fisici e psicologici, aggressioni, incidenti stradali, arresti cardiaci ed eventi traumatici.

Secondo il personale del comparto, chi affronta gli stessi livelli di rischio e responsabilità dovrebbe poter beneficiare dello stesso riconoscimento economico, anche per rendere più attrattivo un settore che fatica sempre di più a reperire e trattenere professionisti.

La richiesta a Occhiuto: confronto immediato oppure lo stop

Per questo gli operatori del 118 di Cosenza chiedono (da tempo) un incontro urgente con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e con il direttore della Struttura Operativa Complessa del SUEM 118, Domenico Minniti per avere risposte sulla carenza di personale, sul ripristino della terza unità a bordo delle ambulanze, sul riconoscimento dell’indennità di Pronto Soccorso e su una revisione del sistema delle indennità che elimini le disparità tra i professionisti dell’emergenza-urgenza.

Nessuno – fanno sapere gli operatori del servizio 118 – desidera interrompere un servizio essenziale per la popolazione, soprattutto in un periodo delicato come quello estivo, ma senza un confronto immediato e senza provvedimenti concreti, la mobilitazione potrebbe andare avanti mettendo a rischio la tempestività dei soccorsi e la tenuta dell’intero sistema dell’emergenza territoriale in provincia di Cosenza.

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