Area Urbana
118 di Cosenza nel caos: dal passaggio ad Azienda Zero alle proteste dei volontari. Guccione: «Serve chiarezza»
L’esponente Dem pone l’accento sulla nuova fase di criticità per il servizio di emergenza urgenza tra dipendenti che afferiscono a due aziende diverse ed il rischio della paralisi del servizio delle ambulanze. Per questi motivi si rivolge alla Regione, all’Asp e ad Azienda Zero

COSENZA – Carlo Guccione pone i riflettori su una nuova fase di criticità per il 118 di Cosenza che a seguito della riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza in Calabria, si ritrova a gestire una complessa situazione operativa, contraddistinta dalla convivenza di personali che afferiscono ad aziende diverse. L’esponente del partito democratico fa notare, infatti, che parte del personale è transitato ad Azienda Zero, l’ente regionale che ha assunto la gestione dell’urgenza ed emergenza; dall’altro ci sono i lavoratori rimasti sotto l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza.

Confusione nel 118 di Cosenza: dipendenti di aziende diverse
Una situazione, quella in cui versa ad oggi il 118 di Cosenza, sottolinea Guccione, “che crea maggiore confusione nella gestione del servizio. I numeri, ad oggi, parlano chiaro: su un totale di 446 persone, compreso il 112 di Catanzaro, sono passate ad Azienda Zero 243 persone, mentre ne sono rimaste in Asp 203. Quasi una metà del personale ha quindi scelto di non transitare. Come può essere gestito un servizio di urgenza ed emergenza con dipendenti di aziende diverse? Chi risponde a chi? Chi organizza turni, ferie, sostituzioni?” chiede.

“Per ragioni giuridiche ed economiche, questa convivenza rischia di generare conflitti e disservizi. Chi è rimasto nell’Asp resta formalmente suo dipendente, in una condizione di “dipendenza funzionale” da Azienda Zero. Ma la stessa Asp di Cosenza ha ceduto ad Azienda Zero la funzione di gestione del 118. Questo personale, dunque, dovrà essere ricollocato in altre funzioni. Dove, come e con quali garanzie, nessuno lo ha ancora spiegato”.
L’attacco di Guccione: “Una gestione da dilettanti allo sbaraglio”
Il dem spiega che quanto sta accadendo richiama una “gestione di dilettanti allo sbaraglio. Lo dimostra anche la protesta delle associazioni di volontariato a supporto del 118, che più volte hanno manifestato sotto la sede dell’Asp di Cosenza. Dopo il fallimento dell’ultimo tavolo, alcune hanno annunciato il recesso dalla convenzione e la sospensione del servizio di supporto. Contestano modifiche introdotte unilateralmente e rimborsi che coprirebbero al massimo l’80 per cento delle spese sostenute”.

Il rischio che si sta palesando per il 118 di Cosenza, dice chiaramente Guccione, è che “se il recesso dovesse estendersi, avremmo la paralisi di un servizio che già prima non era in grado di garantire tempi di soccorso conformi alle norme, in area urbana ed extraurbana. A rischio ci sono l’incolumità e la vita dei cittadini”. Per tutti questi motivi l’esponente dem chiede alla Regione e ai vertici di Azienda Zero e dell’Asp di Cosenza “chiarezza immediata: quanti operatori sono realmente in servizio, con quali turni e quali mezzi, e come si intende evitare che le ambulanze restino ferme. Sulla salute dei calabresi non si può improvvisare”.




















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