Area Urbana
Inaugurata la statua di Alarico, gli archeologi chiedono di non cercare il tesoro: “E’ una storia falsa”

Taglio del nastro per la scultura che propone l’immagine dei re dei Goti come simbolo della città di Cosenza. Trentuno studiosi chiedono di investire i sette milioni di euro stanziati per il ‘brand Alarico’ nel recupero del centro storico.
COSENZA – E’ stata inaugurata stamattina la scultura di Alarico posta alla confluenza tra Crati e il Busento. All’incontro oltre al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha partecipato anche l’onorevole Dorina Bianchi che ha espresso la propria opinione in merito alla ricerca del famoso tesoro. “L’immagine del re dei Goti, . ha affermato Bianchi in veste di sottosegretario MiBact con delega al turismo – che si dice sia stato seppellito con tutti i suoi tesori alla confluenza tra i due fiumi, deve innescare un meccanismo di valorizzazione e promozione turistica non solo della città di Cosenza, ma di tutto l’hinterland attraverso una rete di percorsi turistici che guardino a tutte le peculiarità che questo territorio ha da offrire. La ricerca della sua tomba è un’indagine complessa che deve diventare un progetto sperimentale e innovativo per l’analisi capillare del territorio e per mettere a sistema connessioni tra paesaggio e archeologia.
Un progetto di ricerca che deve privilegiare il nostro know how e guardare alle competenze espresse dalla vicina Università della Calabria, dove ci sono studiosi riconosciuti a livello internazionale e tecnologie all’avanguardia nel campo”. E sulla candidatura di Cosenza a capitale della cultura 2018 il sottosegretario ha aggiunto: “Le luci su Cosenza sono accese. Anche l’evento di è oggi è un tassello di un percorso importante in cui la calabria ed il sud devono essere più protagonisti e consapevoli delle straordinarie bellezze culturali che custodiscono”. Nel frattempo trentuno studiosi hanno firmato un documento in cui viene fortemente criticata la scelta del sindaco di usare il brand di Alarico per rilanciare l’immagine della città. Nella missiva redatta dagli ‘esperti in materia’ viene chiesto inoltre al ministro ai Beni culturali Dario Franceschini di non finanziare il progetto che costerà ben sette milioni di euro. Di seguito il testo integrale della lettera e i suoi firmatari:
LA LETTERA DEGLI ARCHEOLOGI CHE CHIEDONO DI INVESTIRE NEL CENTRO STORICO
“I sottoscritti ritengono che l’Amministrazione comunale di Cosenza ed il sindaco Mario Occhiuto abbiano, nel voler promuovere il brand di Alarico, passato il segno falsificando la Storia e portando alle estreme e perverse conseguenze una costruzione identitaria che poggia su basi palesemente false. I sottoscritti si chiedono cosa spinga l’architetto Occhiuto e il Soprintendente Pagano ad intraprendere ricerche archeologiche per trovare il presunto corredo funerario del re dei Goti. Si chiedono anche cosa li spinga a voler costruire un museo – in totale assenza, allo stato attuale, della più piccola testimonianza materiale alariciana e per un costo di 7 milioni di euro- dedicato ad un invasore che, dopo aver saccheggiato Roma e tutta la penisola nel 410 d.C. – secondo una storia raccontata dal solo Iordanes 150 anni dopo i fatti- muore, per caso, nei pressi di Cosenza. I sottoscritti giudicano la ricerca del tesoro di Alarico non solo priva di domande storiografiche metodologicamente corrette, ma paragonabile soltanto alle ricerche che conducono, nei film e nei fumetti, improbabili ricercatori alla ricerca di ancor più improbabili tesori.
Se si vuole condurre una ricerca archeologica a Cosenza e nel suo agro, se ne programmi una che sia rivolta alla conoscenza integrale del paesaggio storico della Media Valle del Crati, così anche da offrire lavoro e possibilità di formazione ai numerosi giovani che studiano e si laureano in archeologia presso l’Università della Calabria. I sottoscritti ritengono che la costruzione di un “brand” Alarico sia non solo storicamente sbagliata e socio-antropologicamente manipolatoria, ma anche umiliante per una città -dal IV sec. a.C. capitale dei Brettii e, poi, importante municipium romano– ed una popolazione che, nel corso dei secoli, hanno saputo esprimere ben altre, e più alte, personalità: Aulo Giano Parrasio, Bernardino Telesio, Sertorio Quattromani, Valentino Gentile, Francesco Saverio Salfi, Giovan Battista Amici, Alfonso Rendano, Pasquale Rossi et cetera.
I sottoscritti sono convinti che solo il restauro complessivo e capillare della Cosenza storica – che l’attuale sindaco vorrebbe, selettivamente, addirittura abbattere perché pericolante – potrebbe mettere in moto un meccanismo virtuoso nel quale la “redditività” del patrimonio culturale cosentino e calabrese non risiederebbe solo nella sua commercializzazione e nel turismo che esso potrebbe produrre, ma in quel profondo ed indispensabile senso di appartenenza e di cittadinanza ispirato dalla propria Storia e dai valori simbolici ad essa collegati. I sottoscritti chiedono al competente Ministro, Dario Franceschini, l’immediato abbandono del progetto di ricerca del tesoro, del progetto del Museo di Alarico e auspicano, invece, la progettazione e l’esecuzione del recupero integrale dello straordinario, per antichità e ricchezza storico-architettonica, Centro storico di Cosenza, prima che un acquazzone o un terremoto lo cancellino”.
L’ELENCO DEGLI ACCADEMICI
Nunzio Allegro Università di Palermo
Ermanno Arslan Università di Milano
Andrea Augenti Università di Bologna
Licia Borrelli Vlad Università di Firenze, membro Unesco, già ispettore centrale per l’archeologia del Mibact
Franco Cambi Università di Siena
Joseph Coleman Carter University of Austin, Texas
Vera von Falkenhausen emerita Università di Tor Vergata
Lucia Faedo Università di Pisa
Emanuele Greco Università Orientale Napoli, già direttore Scuola archeologica italiana di Atene
Pier Giovanni Guzzo Accademia dei Lincei, già soprintendente di Pompei
Gioacchino Francesco La Torre Università di Messina
Elena Lattanzi già Soprintendente della Calabria
Paolo Liverani Università di Firenze
Gianfranco Maddoli Università di Perugia, Società Magna Grecia
Elisabetta Mangani già direttore Museo Nazionale L. Pigorini, Roma
Alessandra Molinari Università di Tor Vergata
Ghislaine Noyé Ėcole nationale des chartes, Paris
Gianfranco Paci. Università di Macerata
Maristella Pandolfini già dirigente di ricerca del CNR
Diane Peterson Socia Scuola di Atene
Giuseppe Pucci Università di Siena
Maria Antonietta Rizzo Università di Macerata
Battista Sangineto Università della Calabria
Salvatore Settis Accademia dei Lincei, già direttore Scuola Normale di Pisa
Giuseppina Spadea già direttore Soprintendenza della Liguria
Roberto Spadea già direttore Soprintendenza della Calabria
Giuliana Tocco già Soprintendente di Salerno, Avellino e Benevento
Lucia Vagnetti già dirigente di ricerca del CNR-ICEVO
Marco Valenti Università di Siena
Maria Rosaria Vari docente Istituto d’arte di Sora
Fabrizio Vistoli Segretario Società Magna Grecia

















Social