Area Urbana
Scuole al gelo a Rende: bollette non pagate, il sindaco ordina chiusura

Tre giorni senza scuola mentre salta fuori un’altra verità: l’impianto funziona, ma il Comune di Rende ha dimenticato di pagare oltre un milione di euro di fornitura gas.
RENDE (CS) – Il sindaco di Rende Marcello Manna ha disposto la chiusura dell’edificio scolastico di contrada Da Linze, Scuola Primaria e Secondaria di 1°grado. Una chiusura doverosa per risolvere i problemi di riscaldamento e per poter ripristinare il servizio, la scuola con il riscaldamento acceso sarà riaperta giovedì mattina. Le temperature rigide di questi giorni, infatti, hanno consigliato al sindaco questo provvedimento per poter lavorare meglio e risolvere definitivamente il problema tecnico. E dopo la notizia scomoda arriva invece per i cittadini di Rende, sempre su questa scuola, l’altra notizia tanto attesa. Entro fine dicembre è infatti prevista la consegna dei locali che saranno adibiti a sede della scuola elementare di Saporito da lungo tempo ubicati in un appartamento privato. A tal fine si ricorda che dopo 20 anni l’Amministrazione Manna era riuscita a dare un seguito alle aspettative della specifica località Saporito priva di un edificio scolastico per i bambini della scuola primaria. Il lavoro che si sta completando consta nella realizzazione di tre aule, nonché, riqualificazione funzionale di alcuni ambienti dell’edificio già presente in modo da creare un polo scolastico per le contrade Surdo- Linze.

Dall’opposizione però emerge un’altra scomoda verità. “Le bugie hanno le gambe corte. Manna e la sua Giunta – scrive in una nota Domenico Miceli Capogruppo Movimento 5 Stelle al Comune di Rende – non potevano non incorrere in una figuraccia colossale con la storia della scuola Dante Alighieri a contrada Linze, che proprio oggi con ordinanza sindacale è stata chiusa per tre giorni. La causa, si legge nell’ordinanza, è attribuita al “mancato funzionamento dell’impianto di riscaldamento dell’edificio scolastico”. Ma non è vero: quell’impianto di riscaldamento funziona benissimo. Il problema è che il gestore energetico ha tagliato la fornitura di gas perché nessuno dal Comune gli ha comunicato che si trattava di un istituto scolastico. E visto il debito pregresso l’utenza è stata staccata senza possibilità di valutare la sussistenza del reato di interruzione di pubblico servizio. Al Comune di Rende si son scordati di pagare bollette elettriche per oltre un milione di euro e a farne le spese sono stati esclusivamente gli allievi della Dante Alighieri. Ma com’è possibile che il governo del fare si dimentichi di pagare le bollette del gas? Ricorda tanto quel debito fuori bilancio approvato lo scorso anno dalla maggioranza che riguardava bollette Telecom per 350mila euro. Ma quelli non erano altri tempi, o no?

In tutto questo guazzabuglio, tra bugie e bollette non pagate, a farne le spese sono sempre i più deboli: gli studenti della scuola Dante Alighieri che già da giovedì hanno iniziato a disertare le aule e lo faranno almeno fino mercoledì, giorno della probabile riapertura del plesso. Sei giorni persi, buttati al vento, cancellati dal calendario per distrazione e mancanza di scelte tempestive da parte di questa amministrazione. Chiediamo allora a “maestri” e “maestrine” di questo esecutivo se il caso “Dante Alighieri” si può configurare come lesivo del diritto all’istruzione dei nostri studenti, se sono stati garantiti locali sani e sicuri, se è stata raccontata tutta la verità ai genitori e a tutta la città. Come Movimento 5 Stelle prediamo le distanze da questo continuo scaricabarile, da questi metodi del fare approssimativi e scellerati. Dopo i disastri politici-amministrativi del recente passato Rende meritava un presente completamente diverso, che fosse in grado di proiettarla verso un futuro sostenibile e funzionale alle esigenze dei cittadini. Ma è più che evidente che siamo passati dalla padella alla brace”.



















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