Calabria
“Dama Nera”: motivi passionali alla base del ferimento di un operaio. Arrestate due persone a Bianco

Francesco Sculli, operaio di Bianco, fu ferito nel 2014 con un colpo di pistola ad un piede. Arrestati presunti responsabili dell’agguato
LOCRI (RC) – Nel gennaio 2014 a Bianco, Francesco Sculli, operaio allora 40enne fu ferito da ignoti. Un colpo di pistola lo raggiunse ad un piede. Fu la stessa vittima a chiamare i soccorritori, raccontando l’accaduto e che i malviventi subito dopo aver sparato si erano dati alla fuga. Da allora iniziarono le indagini dei militari della stazione di Bianco.
Indagini che portarono, ieri, all’arresto di due persone che gli inquirenti collegano all’agguato subito da Sculli.
L’operazione, denominata “Dama Nera”, dei Carabinieri del Gruppo di Locri per l’esecuzione di un provvedimento emesso dal G.I.P. presso il Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica di Locri, vede i due soggetti del posto responsabili in concorso di lesioni pluriaggravate anche dall’uso di armi da fuoco, detenzione e porto di armi da fuoco ed esplosioni pericolose.
Ai domiciliari zio e nipote
I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bianco hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, in regime di arresti domiciliari, nei confronti di Valerio e Giuseppe Farcomeni, di 52 e 37 anni, rispettivamente zio e nipote, commercianti del posto, entrambi già noti alle forze dell’ordine.
I fatti contestati risalgono al 31 gennaio 2014 quando verso le ore 13.15, i Carabinieri di Bianco a seguito di una chiamata del Servizio Sanitario Urgenza ed Emergenza Medica. Gli operatori rifeririono ai militari di Francesco Sculli, all’epoca 40enne del posto, che presentava una ferita di arma da fuoco al collo del piede sinistro.

Le indagini immediatamente avviate dagli inquirenti in un difficilissimo contesto ambientale, pervaso da una fitta coltre di omertà, e supportate da attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale, hanno consentito, anche grazie al formidabile slancio investigativo dei Carabinieri, di individuare i responsabili dell’azione criminosa, il movente nonché di delinearne chiaramente le modalità esecutive.
In particolare dall’esito delle stesse è emerso che nel primo pomeriggio del 31 gennaio 2014, Sculli sarebbe stato vittima di un cruento agguato da parte dei due uomini arrestati oggi, i quali dopo averlo pestato gli hanno sparato al piede provocandogli gravi lesioni.
Le indagini si sono subito concentrate sui rapporti interpersonali dei familiari della parte offesa e sui trascorsi sentimentali di una cognata della moglie della vittima che, rimasta prematuramente vedova pochi anni prima, avrebbe intrattenuto una relazione con Valerio Farcomeni, generando in tal modo forti risentimenti fra i parenti di lei, che non avrebbero gradito il rapporto considerato invece come una grave mancanza e un “disonore” agli occhi della gente, tant’è che alla medesima era stato impedito l’accesso alla cappella dov’era tumulato il marito.
Tale circostanza, connessa alle numerose dicerie che sarebbero circolate in paese, avrebbe sempre più alimentato l’astio tra le famiglie intertessate, culminato con l’agguato del 31 gennaio 2014 da parte di Farcomeni il quale non avrebbe gradito che i familiari della donna, con cui aveva avuto una relazione, si fossero “messi in mezzo” per ostacolare, in ogni modo, il loro rapporto.



















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