Area Urbana
Estorsioni nel cosentino presunta vittima difende imputati: “Siamo amici fraterni”

L’uomo fece istallare nel proprio locale le slot macchine di un’azienda per l’accusa riconducibile al clan Lanzino.
COSENZA – Controllavano tutto il territorio di Acri dagli appalti, ai voti, fino alle slot machine. Questo il quadro ricostruito dagli inquirenti che ha portato all’arresto e all’iscrizione nel registro degli indagati di noti politici locali e pregiudicati ritenuti sodali del clan Lanzino. Alla sbarra, nel processo che si sta svolgendo presso il Tribunale di Cosenza, il braccio destro di Michele Trematerra (ex assessore all’agricoltura della Regione Calabria) nonché consigliere comunale ad Acri Angelo Gencarelli ristretto nel carcere di via Popilia dal Luglio del 2015. Insieme a lui hanno scelto di essere processati con rito ordinario anche Giuseppe Perri accusato di fungere da mediatore tra i politici e la cosca e Gianpaolo Ferraro. Tra i testimoni ascoltati stamattina in aula alla presenza del collegio giudicante presieduto da Enrico Di Dedda, con a latere i giudici Claudia Pingitore e Manuela Gallo, una presunta vittima di estorsione.
L’imprenditore, all’epoca dei fatti titolare di un bar nella piazza centrale di Acri e di un circolo privato, ha spiegato la sua versione della vicenda. “Mi sembra una storia assurda – ha affermato il teste rispondendo alle domande del pm Pierpaolo Bruni – non sono mai stato minacciato né intimidito per le ‘macchinette’. Ho deciso di farle istallare dalla ditta della moglie di Ferraro perché siamo amici da più di trent’anni. Nel bar da più di dieci anni avevo le slot machine di un’altra azienda, nel nuovo locale invece avevo scelto di mettere quelle di Ferraro perché mi faceva risparmiare 30 – 40 euro. Non è stata un’imposizione, ma una decisione fatta per il nostro rapporto di amicizia fraterna. Non ho ricevuto alcuna pressione nè da Ferraro né da Gencarelli che per me è sempre stato come un padre, lo conosco da quando ero bambino, mi ha cresciuto. Non mi risulta peraltro che lui sia vicino a clan di ‘ndrangheta, non l’ho mai sentito definire mafioso o delinquente, l’ho sempre visto con gente perbene come l’ex sindaco Maiorano (anche egli indagato ndr)”. Al termine della deposizione, il processo è stato aggiornato al prossimo 10 Gennaio. Per Michele Trematerra e gli altri indagati, a parte Rinaldo Gentile che ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, l’udienza preliminare si terrà invece il 9 Gennaio.



















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