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Favorirono la latitanza di un affiliato al clan Ursino di Gioiosa, 7 arresti

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Favorirono la latitanza di un affiliato al clan Ursino di Gioiosa, 7 arresti

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GIOIOSA JONICA (RC) – Operazione della Polizia di Stato questa mattina per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 7 persone.

Gli arrestati sono accusati di avere favorito la latitanza di Giuseppe Gallizzi, 63 anni, ritenuto affiliato alla cosca di ‘ndrangheta degli Ursino di Gioiosa Jonica, catturato il 9 maggio 2012 all’interno di un appartamento a Martone, un piccolo paese ubicato sulle colline sovrastanti Gioiosa Jonica. Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, svolte con l’ausilio di strumenti tecnologici, avrebbe permesso di risalire alla fitta ed efficiente rete di protezione e di ausilio creata per favorire l’ex latitante Gallizzi e resa possibile grazie al sistematico e metodico impegno di un numero non ridotto di persone identificate dagli investigatori, con servizi mirati di intercettazione e videoripresa.

 

Gli arrestati sono: Mario Marino, 43enne, nato a Martone (Rc); Massimiliano Demasi, 41enne, di Locri (Rc); Francesco Demasi, 43enne, di Martone; Giovanni Fortuna, 40enne, di Locri; Matteo Fichera, 26enne di Locri; Giorgio Fichera, 52enne di Martone; Giuseppe Loccisano, 55enne, di Gioiosa Jonica (Rc).

 

I sette avrebbero pertanto favorito la latitanza di Giuseppe Gallizzi, 63enne nato a San Giorgio Morgeto, colpito dalla misura cautelare della custodia in carcere emessa dal gip di Torino nell’ambito dell’operazione Minotauro, condotta nel 2011 e che aveva svelato l’esistenza e i rapporti con le ‘ndrine della Locride della ‘ndrangheta in Piemonte. Mario Marino, titolare della “Edil Costruzioni snc”, in particolare, secondo l’accusa sarebbe l’organizzatore e punto di riferimento dell’intera rete di fiancheggiatori, i quali oltre a consentire gli spostamenti, reperire gli alloggi sicuri, far pervenire vestiti e cibarie al latitante, si sarebbero preoccupati anche di organizzargli gli incontri con la sua compagna.

 

Gallizzi, nell’ambito dell’operazione Minotauro, era ritenuto dagli inquirenti elemento di spicco della cosca Ursino di Gioiosa Jonica, e si e’ reso latitante sottraendosi all’esecuzione dell’ordinanza di custodia, sebbene successivamente in Appello l’uomo e’ stato assolto dal dall’accusa di associazione mafiosa. Le indagini degli investigatori diretti dal primo dirigente Gennaro Semeraro, erano iniziate gia’ per la cattura di Gallizzi, avvenuta il 9 maggio 2012 in un appartamento nel centro storico di Martone, piccolo paese sulle colline sovrastanti il centro abitato di Gioiosa Jonica. Oggi si chiude il cerchio anche per la rete dei presunti fiancheggiatori, la cui condotta e’ stata documentata da appositi servizi di controllo e pedinamento nonche’ da un sistema di videosorveglianza.

 

 

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