Calabria
Tendopoli San Ferdinando, migranti in protesta: “Uniti contro sfruttamento e repressione” (FOTO)

Trecento migranti hanno protestato questa mattina per chiedere attenzione da parte delle istituzione e il ripristino della corrente elettrica nella tendopoli.
SAN FERDINANDO (RC) – Senza energia elettrica ed acqua, costretti al buio e al freddo, in un contesto del tutto precario dal punto di vista igienico-sanitario. Sono i migranti “ospitati” nella tendopoli di San Ferdinando che stamattina hanno deciso di scendere in piazza e protestare per le vie del comune della Piana di Gioia Tauro. Un corteo, sostenuto dall’associazione “Campagne in Lotta”, che si è svolto in maniera del tutto pacifica: i migranti hanno inizialmente bloccato il traffico per chiedere di essere ricevuti in comune, dal sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi. Le richieste sono: il rilascio dei documenti e la luce all’interno della tendopoli. Innalzando uno striscione con scritto “Uniti e unite contro sfruttamento, confini e repressione”, circa trecento manifestanti hanno chiesto a gran voce un miglioramento delle loro condizioni di vita, stretti tra le “regole non scritte” del caporalato e l’assenza di alcune funzioni essenziali, tra cui la corrente elettrica nella tendopoli (staccata per evitare situazioni di pericolo).
Ricordiamo, infatti, che pochi giorni fa, nella tendopoli una donna è stata ferita gravemente per via di un incendio scaturito dalle fiamme propagate nel proprio rifugio da un braciere “di fortuna”; molti allacci erano stati realizzati senza alcun criterio di sicurezza. Da qui la promessa, da parte delle istituzioni, di trasferire i migranti in alloggi appropriati alla condizione umana. Promessa mai mantenuta, proprio per le lungaggini burocratiche che riguardano le procedure di rinnovo del permesso di soggiorno, per molti di loro. Ma gli “ospiti” sono stanchi di attendere e chiedono che vengano rispettati i loro diritti. Una delegazione è stata ricevuta dal sindaco, gli altri sono rimasti sotto in attesa. Non avendo ricevuto nessuna soluzione convincente, i migranti hanno deciso di occupare nuovamente la rotonda di San Ferdinando in attesa dell’arrivo del Prefetto. A sostenerli, anche, lo SpaArrow ((Spazio Precario Autogestito Arrow di Rende) che si è recato al corteo con lo slogan: #NoConfiniNoSfruttamento.
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Foto scattate dai ragazzi dello SpaArrow
LE DICHIARAZIONE DELL’EURODEPUTATA E VICE-PRESIDENTE ALLA COMMISSIONE AFFARI LEGALI DEL PARLAMENTO EUROPEO LAURA FERRARA.
“La vergognosa situazione che si vive ormai da anni tra Rosarno e San Ferdinando è una vera e propria bomba ad orologeria. Situazione che più volte abbiamo denunciato insieme ai colleghi del parlamento italiano Bernini e Parentela, e che purtroppo è peggiorata rispetto al passato” E’ quanto dichiara Laura Ferrara (M5S). “La Regione continua a rimandare gli interventi necessari e i cittadini di Rosarno e San Ferdinando sono stanchi delle solite passerelle istituzionali. Il Presidente Oliverio – conclude la Ferrara – intervenga al più presto e mantenga le promesse fatte ormai più di un anno fa in occasione della sua ultima visita alla tendopoli prima che la situazione degeneri.”
LE DICHIARAZIONI DEL LEADER DEL MOVIMENTO DIRITTI CIVILI FRANCO CORBELLI.
“La Calabria dell’accoglienza, nei cui porti continuano, come anche in questi ultimi giorni, a sbarcare navi cariche di poveri migranti (uomini, donne e minori), in fuga da guerre, persecuzioni e miseria, deve cancellare la tendopoli vergogna e disumana di San Ferdinando, che calpesta i diritti più elementari e la stessa dignità umana di chi vi è costretto a vivere! A quelle persone, povere e disperate, che oggi hanno ancora una volta pacificamente, civilmente e dignitosamente protestato, bisogna, come Diritti Civili chiede da anni, prestare ascolto e garantire condizioni di vita dignitose”. E’ quanto afferma Franco Corbelli che chiede “alle diverse autorità preposte di intervenire per cancellare quella tendopoli-vergogna e di farlo subito, senza perdere altro tempo, per scongiurare qualche tragedia”.
A questo proposito il coordinatore di Diritti Civili ricorda “i due incendi che si sono verificati nella tendopoli negli ultimi 40 giorni e che solo per un miracolo (e, nel caso del rogo del 23 gennaio scorso, grazie alla pioggia che ha impedito che le fiamme si propagassero nelle altre baracche) non ha provocato una strage (ci sono stati, durante l’ultimo incendio, tre feriti). La tendopoli è non solo una macchia per l’intero Paese ma rappresenta una vera e propria emergenza sociale, una autentica polveriera, una bomba che rischia di esplodere con conseguenze drammatiche. Il recente passato, con la clamorosa rivolta dei migranti a Rosarno, sembra non abbia insegnato nulla. Il Governo continua ad ignorare questo dramma. Nessun Ministro si reca in quella tendopoli ad incontrare quell’esercito di disperati. Si susseguono solo promesse e inutili riunioni delle diverse autorità che sino ad oggi non hanno purtroppo prodotto nulla di concreto”



















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