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Bene confiscato alla ‘ndrangheta trasformato in ostello distrutto prima dell’apertura

Calabria

Bene confiscato alla ‘ndrangheta trasformato in ostello distrutto prima dell’apertura

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Ostelo Locri

E’ la decima volta che l’associazione subisce danneggiamenti. Per evitare il ripetersi di atti intimidatori il caso è stato denunciato in Parlamento.

 

GIOIA TAURO (RC) – “Dura condanna per l’ennesimo atto intimidatorio che qualche giorno fa si è consumato contro una realtà del gruppo cooperativo Goel: ignoti hanno effettuato furti e danneggiamenti stimati in 20.000 euro all’Ostello Locride, che avrebbe dovuto aprire nelle prossime settimane”. Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, depositando una nuova interrogazione sui gravi atti intimidatori ai danni dei soci di Goel. “L’immobile oggetto dei vigliacchi atti vandalici – prosegue – è stato assegnato al consorzio Goel con regolare gara dal Comune di Locri ed è stato attaccato a soli dieci giorni dall’ annuncio dell’assegnazione. Si tratta di una struttura confiscata ad una cosca della ‘ndrangheta nel 2005 e che nessuno voleva prendere in gestione, tanto che numerose gare erano andate deserte. Il gruppo cooperativo Goel è famoso per il suo impegno a favore della legalità in un territorio con grandi potenzialità naturali, economiche e turistiche, ma ad altissima infiltrazione della ‘ndrangheta come l’area ionica nella provincia di Reggio Calabria, e anche per il primo marchio di moda eco-etica di fascia alta in Italia ‘Cangiari’.

 

Ho quindi presentato una interrogazione al ministro dell’Interno Minniti chiedendo quali iniziative urgenti intenda mettere in campo per rafforzare il controllo del territorio e la presenza dello Stato nella Locride, così da evitare che in futuro si ripetano simili gravi atti intimidatori e assicurare alla giustizia i responsabili, affinché il rilancio legale e sostenibile di quel territorio non venga più minacciato dalla criminalità mafiosa”. “Questo ultimo atto di intimidazione, di chiara natura criminale – conclude Realacci – non è purtroppo isolato: dal 2009 con cadenza quasi annuale il gruppo cooperativo Goel è stato oggetto di ripetute intimidazioni, spesso di natura incendiaria o vandalica. Nell’insieme si tratta di ben 10 intimidazioni mafiose in 7 anni. Tutte ad oggi impunite. Episodi gravi sui quali avevo già richiamato l’attenzione del ministro degli Interni con diversi atti di sindacato ispettivo, e sui quali mi auguro che la risposta dello Stato sia forte e tempestiva”.

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