Calabria
L’omicidio Lettieri si tinge sempre più di giallo: ora si cerca la verità nei cellulari

Proprio oggi gli esperti informatici del Racis di Roma, stanno analizzando il cellulare della vittima; dell’indagato Fuscaldo (al momento in carcere) e della moglie; infine dello spasimante Francesco.
CIRO’ MARINA (KR) – Le indagini sull’omicidio di Antonella Lettieri vanno avanti e il quadro indiziario a carico dell’unico indagato – al momento in carcere – Salvatore Fuscaldo (il 50enne accusato dell’omicidio della donna), si fa sempre più pesante. Dopo il rinvenimento del portachiavi sotto il corpo della vittima, non riconosciuto dai parenti e dagli amici, che sembra perciò appartenere a Fuscaldo; sono stati analizzati capelli ritrovati tra le dita di Antonella Lettieri e le tracce di pelle dell’assassino sotto le sue unghie. L’immagine riportata su un adesivo collocato sul parabrezza dell’auto di Fuscaldo, pare la stessa immagine che si può scorgere sul portachiavi ritrovato a casa della vittima. Attaccata al portachiavi la chiave che apre l’ingresso sul retro della casa di via Cilea, mentre sembra essere sparito dall’appartamento un altro mazzo di chiavi.
Qualche giorno fa è stato reso noto che sul piatto doccia dell’appartamento di Salvatore Fuscaldo, sono state ritrovate tracce di sangue compatibili con quello della commessa uccisa a Cirò lo scorso 8 marzo. Elementi ovviamente in mano agli investigatori che sembrano, tuttavia, andare in una direzione precisa. Un’altra notizia importante è stata diffusa nei giorni scorsi: un ritrovamento ad opera dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria”. Si tratta di una copertina da divano trapuntata con evidenti tracce di sangue, rinvenuta in un vigneto accanto a quello in cui presta lavoro come bracciante Fuscaldo. Proprio oggi, invece, gli esperti informatici del Racis di Roma stanno analizzando il cellulare della vittima, che potrà indicare tramite i tabulati telefonici e i messaggi, che tipo di rapporto ci fosse tra lei e Fuscaldo.
Ovviamente nelle mani dei carabinieri investigativi scientifici, anche, il cellulare dell’indagato e, insieme al suo, anche quello della moglie Caterina Avena: una delle più care amiche della vittima (anche lei nel registro degli indagati). Vi sarebbe, poi, un terzo telefonino al vaglio degli inquirenti: quello di un coetaneo di Antonella, Francesco; il suo spasimante da circa sei anni (l’uomo era stato il primo ad essere indagato, la sua posizione è stata stralciata). Infine vi sarebbero, anche, le immagini della telecamera di videosorveglianza di un vicino, che potrebbero avere inquadrato chi si è intrufolato nell’abitazione utilizzando una copia della chiavi. Tutti i risultati – come noto – sono e saranno secretati dalla Procura di Crotone, per evitare la fuga incontrollata di notizie e per motivi di ordine pubblico. Gli investigatori mirano a chiudere il cerchio evitando i tentativi di depistaggio e possibili azioni eclatanti da parte della popolazione che aveva già tentato di linciare Salvatore Fuscaldo al momento dell’arresto.
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