Cultura & Spettacolo
“L’attesa” è finita, il nuovo disco di Francesco Garito. Live venerdì al Bistrot dell’Acquario (AUDIO e VIDEO)

Di ‘nuova’ musica d’autore in Italia ce n’è sempre bisogno, e Francesco Garito rappresenta una interessante novità. Artista del Sud, originario di Catanzaro ma toscano d’adozione, approda anche a Cosenza per presentare il suo ultimo lavoro discografico “L’attesa”.
COSENZA – “L’Attesa” è il nuovo album di Francesco Garito e contiene 8 canzoni registrate ‘volutamente’ in analogico, quasi in presa diretta: una proposta originale e libera dagli artifizi digitali. Un disco che contiene anche un omaggio a De Gregori con una versione personale del “Panorama di Betlemme” e poi due brani in cui Garito ha musicato di suo pugno una poesia di Paolo Dattola e una di Rainer Maria Rilke. Il disco dal 17 marzo in vendita sugli store digitali.
Sono passati 6 anni dal suo esordio intitolato “Fotografie”. Un’attesa misurata con intelligenza e passione aspettando il momento propizio per attaccare la spina, suonare e catturare l’istante…e quell’istante soltanto.
Da qui nasce il titolo visionario e contemplativo: “L’Attesa”. Il nuovo disco di Francesco Garito è istintivo e minimalista, intenso ed intimista con la sola filosofia di rendere suono l’istante che l’ha ispirato. L’incontro con Stefano “Stiv” Cantarelli, la produzione negli studi rigorosamente analogici de L’Amor Mio Non Muore di Forlì di Roberto Villa e Alberto Bazzoli e quel perentorio bisogno di fotografare l’essenza e la verità lavando via di dosso lecostruzioni sceniche di un suono industriale ed estremamente confezionato.
Francesco Garito è stato ospite ai microfoni di Rlb nel corso della trasmissione Informattiva
ASCOLTA L’INTERVISTA
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Tra le collaborazioni anche Maurizio Bartoli al pianoforte e Antonio Perugini per le linee di batteria. Speciale il contributo vocale di Massimiliano Larocca nella struggente “I giorni dell’abbandono”. Rivoluzione che diventa distanza e che poi si traduce in personalità: il suono standard di un cantautore pop italiano si fa vivo e aspro, si fa di carne e di ferro, si fa reale come quello che puoi toccare con mano ad un concerto. E Cosenza ha la possibilità di goderne, venerdì 31 marzo, al Bistrot del Teatro dell’Acquario alle 21.30. La voce di Francesco Garito si apre su un ventaglio di parole che trasfigurano il quotidiano, raccontandolo in toni che vanno dal fiabesco al teatrale. Nell’ascolto del disco, ma ancor più nell’ascolto dal vivo, colpisce il fronte sonoro sempre ricchissimo, pieno, emozionante.
ASCOLTA E GUARDA IL VIDEOCLIP
Fahrenheit 451 e la track numero 3 dell’album
Ispirata dal celebre romanzo di Ray Bradbury e dal successivo film di Francois Truffaut. Uno sguardo su quello che ci circonda, gente che ormai può viaggiare senza muoversi mai di casa, il denaro per cui si è disposti a tutto, l’individualismo sempre più dilagante, viviamo più a lungo dei nostri antenati ma siamo molto più malati. In questo scenario, anche se ci rifugiamo nella cultura e nell’arte, siamo comunque complici del sistema. Nonostante tutto un pensiero utopico
è ancora possibile ed auspicabile. Il video raccoglie frammenti di quotidianità, tra l’officina, la sala prove e gli spostamenti per recarsi a lavoro. La ragazza, alter-ego della voce narrante, si rifugia nei libri e nell’arte mentre il fuoco inizia a bruciare le memorie e la Conoscenza.
BIO – Francesco Garito
Inizia a suonare le proprie canzoni nel 1999 con il progetto Latebra. Nel 2003 il tutto si trasforma in duo (con Fabrizio Squillace in arte “Fab”) chiamato Cortez the Killer che propone in chiave acustica un repertorio di cover della west coast americana, del british rock e della scena cantautorale italiana. Nell’aprile del 2004 al centro sociale “Il Cantiere” di Monterotondo (Roma) divide il palco con Paolo Benvegnù. Nello stesso anno Francesco Garito diventa direttore esecutivo del festival itinerante “Musica, vino & Molise” ed allo stesso tempo partecipa come manager di produzione al disco d’esordio dei romani Pura Utopia registrato al PIN studio di Vasto e prodotto dalla Violipiano Records.
Nel settembre 2005, dopo il trasferimento in Toscana, nasce la Banda Fleming con cui ha inizio una fitta attività live arrivando a toccare anche le isole del nostro bel paese. E dalle semifinali nazionali del Premio Poggio Bustone (Premio Battisti) e dal Premio De Andrè alla rassegna “Stazioni Cantautori” dividendo la scena con Max Manfredi…per poi raccontarvi anche della splendida collaborazione con Massimiliano Larocca, Orchestra del Rumore Ordinato , Luca Ghielmetti, Augusto Forin , Cristiano Angelini e Alessio Brunialti per lo splendido tributo a Luigi Tenco “Ciao amore ciao” svoltosi a Como presso il Circolo Arci Xanadù. Solo nel Marzo 2011 arriva nei negozi il primo disco, l’esordio dal titolo “Fotografie” con la produzione artistica di Gianfilippo Boni e l’importante collaborazione di Bruno Mariani (Lucio Dalla, Luca Carboni, Samuele Bersani), nel disco ospiti due cari amici : Giorgia Del Mese e Carmine Torchia.
In Toscana in parallelo con le altre attività, partendo quasi da zero, diventando un vero musicista di strada con il riconoscimento del Comune di Firenze…ed ancora oggi è così. Francesco Garito è socio fondatore dell’associazione artisti di strada “Open Art”. Oggi quello spirito di strada lo ritroviamo in questo nuovo lavoro discografico dal titolo “L’Attesa” nato dalla collaborazione con Stiv Cantarelli negli studi analogici de L’Amor Mio Non Muore di Forlì. Nessun calcolo e nessuna matematica digitale…ma solo l’istante della passione che vive e canta dietro il suono di queste nuove canzoni.


















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