Area Urbana
Durante il parto i medici sbagliano qualcosa: sulla sedia a rotelle da 24 anni. Asp di Cosenza paga i danni

Dopo 24 anni di battaglia, finalmente una giovane disabile e la famiglia, avranno risarciti dall’Asp circa un milione e mezzo di euro.
CASTROVILLARI (CS) – Una vita spesa ad inseguire la giustizia che finalmente, in parte, si è riuscita ad ottenere. E’ la storia di una 24enne di Castrovillari, sin dalla nascita costretta a trascorrere i suoi giorni su una sedia a rotelle, con molti disagi psico-fisici e problemi nella comunicazione verbale, causati da errori da parte dei medici che l’hanno messa al mondo. Al momento del parto, nell’Ospedale del Pollinio, qualcosa è andata storta e per la giovane e i suoi genitori, sono iniziati gli anni di difficile ed estenuante battaglia. Ventiquattro anni di lotta, vissuti tra ospedali (per le cure della giovane) e aule giudiziarie (per avere giustizia). Ieri finalmente il lieto fine (se così si può chiamare, dato che nessuno mai restituirà la salute alla 24enne): alla famiglia è stato riconosciuto il risarcimento di un milione e mezzo di euro. Dopo le sentenze della giustizia civile e penale, che avevano riconosciuto la colpa medica e il problema di salute della nascitura e quindi le responsabilità nel nosocomio di Castrovillari; il dg Raffaele Mauro (in quanto oggi l’ospedale è di competenza dell’Asp di Cosenza), ha deliberato la liquidazione della somma prevista dalla corte d’Appello di Catanzaro.
Una somma che – come già detto – non compenserà ciò che è accaduto alla 24enne: nessun denaro potrà mai restituirle la gioia di ballare, correre, di cantare, urlare e vivere la gioventù spensierata di una persona non costretta a sedere per sempre su una sedia a rotelle. Ma almeno le darà un pò di tranquillità per continuare le sue cure e i suoi studi. Già, perchè, la fortissima ragazza non si è mai abbattuta, è sempre andata avanti per la sua strada, raggiungendo altissimi risultati: laureata all’Unical in Scienze della formazione primaria e attualmente studentessa per il dottorato di ricerca.
Oggi per la famiglia di Castrovillari, rappresentati dagli Avv. Vincenzo Elio Stabile e Pompeo Niger, finisce l’odissea iniziata il 22.09.93, presso l’U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia del P.O. di Castrovillari. Subito dopo il parto e i relativi
problemi che ne seguirono, i genitori decisero di citare in giudizio l’Unità Sanitaria locale n.2 Castrovillari, il dott. G.M., il dott. G.P., il dott. M.N. e la sig.ra R.V., al fine di una risarcimento dei danni subiti dalla figlia. All’epoca in cui accadde il tutto, la predetta ex Usl, non aveva stipulato polizza assicurativa per responsabilità civile presso terzi. La sentenza del Tribunale di Castrovillari, in composizione monocratica, condannava due medici, Usl n.2 di Castrovillari, al risarcimento dei danni, liquidati nella misura di 1.018.266,66 euro oltre interessi e le spese di lite liquidate in 403, 65 euro per spese vive; 1.600 euro per diritti e 3.000 euro per onorari.
I dottori G.M. e M.N. sono ricorsi all’appello dinnanzi la Corte di Catanzaro, la sentenza ha rigettato la domanda proposta dai medici e confermato la sentenza impugnata. Dopo processi su processi, I e II grado di giudizio; ricorso al Tar Calabria per ottemperanza del giudicato e richiesta di rinunciare al predetto ricorso a fronte del pagamento delle somme spettanti alla famiglia. Dopo un infinito calvario, al fine la giovane verrà risarcita di 1.487.870,49 euro entro il termine di 10 giorni dalla notifica dell’atto. Perché il risarcimento dei danni da parte di chi l’ha resa disabile, serve alla 24enne per continuare a nascere ogni giorno o, almeno, provare a farlo con più serenità.
Immagini di repertorio



















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