Area Urbana
L’incendio a Santa Lucia le ha distrutto casa, parla la signora del 3° piano: “aiutatemi ho perso tutto” (FOTO)

All’indomani dell’incendio divampato nel centro storico, nel quartiere “Santa Lucia” sabato scorso, che ha letteralmente distrutto una palazzina di tre piani, raccogliamo la disperazione di chi, come la signora che abitava al terzo piano dello stabile, ha perso tutto.
COSENZA – Sono passati cinque giorni dal 25 marzo scorso, quando nella piccola stradina del quartiere Santa Lucia, nella zona vecchia della città, si è sviluppato un incendio di grosse proporzioni che ha danneggiato una struttura di tre piani, provocando il panico tra i residenti e un intero pomeriggio in balia delle fiamme. Erano circa le 14.00 sabato, quando un normale pomeriggio di inizio primavera, ha sconvolto un intero quartiere.
Per strada infatti si erano riversati numerosi i residenti insieme ai vigili del fuoco, che, intervenuti sul posto tra mille difficoltà, hanno evitato che le fiamme si propagassero agli edifici adiacenti, vista la morfologia del quartiere, dove le case sono l’una attaccata all’altra. “Il sindaco deve venire qui” è stato l’appello lanciato nei minuti concitati dai residenti del posto.
Nel frattempo sono passati appunto, cinque giorni, e dal sindaco sono arrivate poche risposte se non quella di far ospitare le 14 persone occupanti la palazzina, nell’hotel Grisaro. Nulla però, se si pensa alla tragedia sfiorata e alle condizioni in cui versa il nostro amato centro storico.
Noi della redazione, ci siamo presentati sul posto per ascoltare le considerazioni, purtroppo ‘amare’, dei residenti.
Uno di questi è una signora che abitava al terzo piano della palazzina andata in fiamme alla quale chiediamo di raccontarci i momenti concitati dell’accaduto: “Sono ancora sotto shock, sono divorziata, sono senza lavoro.
Abitavo in quella casa che avevo ristrutturato con tanti sacrifici grazie anche all’aiuto di mia madre. Ora ho perso tutto e chiedo solo un pò di pietà: aiutatemi!“.
La signora ci ha illustrato poi i danni subiti dall’edificio: “l’intero stabile è danneggiato, è tutto bruciato e al momento l’edificio è inagibile. Mobili porte e finestre sono andate distrutte, ed io non posso entrare a casa mia per recuperare quello che mi è rimasto. Mi chiedo le istituzioni dove sono? Io sono senza casa…. spero che abbiano un po’ di pietà e di umanità nei nostri confronti perchè tutti abbiamo perso la casa”.
Strutturalmente l’edificio è suddiviso in tre piani: il primo, è stato danneggiato dopo l’intervento dei vigili del fuoco a causa dell’acqua gettata dagli idranti per spegnere l’incendio. Il secondo piano, quello da cui è partito l’incendio e il pomeriggio di terrore, è completamente distrutto mentre nell’ultimo, abitato dalla signora, il danno è relativo alle fiamme che, divampate dal piano centrale sono salite a quello superiore, danneggiando la maggior parte della casa.
Oggi la donna è impossibilitata ad entrarvi, non solo per quanto riguarda l’edificio che è inagibile, ma anche per quanto riguarda i mobili e tutti gli affetti personali che erano all’interno: “Le istituzioni – chiede – dovrebbero aiutarmi almeno a recuperare il recuperabile“.
Per quanto riguarda le cause che hanno provocato l’incendio, sarebbero di natura accidentale; in molti hanno raccontato che il rogo sarebbe partito a causa di uno dei bambini, figli della famiglia del secondo piano, con un pallone che avrebbe urtato dei fili elettrici allacciati, pare, abusivamente. Un’abitazione che comunque, era stata concessa in affitto, ma risultava già non agibile.
Secondo molti residenti del quartiere nei minuti successivi all’incendio c’è stata molta negligenza e ci si chiede: “dov’erano i mezzi piccoli in dotazione ai vigili del fuoco per raggiungere il centro storico? E visto che la maggior parte di questi, era bloccata nella zona della chiesa di San Francesco, perchè non sono venuti con le mappe per vedere dov’erano gli idranti per attaccare gli erogatori?”.
Un vero e proprio dramma vista l’ubicazione degli edifici a poca distanza l’uno dall’altro,ma soprattutto una vera e propria polveriera pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Sono certamente tanti i punti di domanda, rivolti anche al primo cittadino in Consiglio comunale, ma quello che si chiede con urgenza è un vero e proprio per quanto riguarda il centro storico. Andando via infatti, dopo aver salutato la signora, abbiamo notato anche un certo degrado dal punto di vista della pulizia e dell’abbandono rifiuti; a conferma che il centro storico continua ad essere abbandonato a se stesso.
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