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Dipendenti in attesa degli stipendi arretrati e servizi ‘fantasma’ al centro anziani di Rende

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Dipendenti in attesa degli stipendi arretrati e servizi ‘fantasma’ al centro anziani di Rende

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Il Comune di Rende ha deciso di privatizzare il centro anziani creando disagi a lavoratori ed utenti.

 

RENDE (CS) – Privatizzazioni selvagge Oltrecampagnano. Il Comune di Rende ha deciso di privatizzare il centro anziani creando disagi a lavoratori ed utenti. Un’operazione che ha portato ad appaltare insieme ai servizi diurni, attivi da venti anni e regolarmente accreditati alla Regione Calabria e inseriti nel bilancio comunale, anche il funzionamento del servizio notturno. “Il tutto – spiegano i dipendenti della Cooperativa Solidale che oggi gestisce il centro – affidando la gestione del centro anziani completamente al privato che è obbligato solo a versare al Comune un canone di locazione tra i 40.000 e i 50.000 euro annui. Nel giugno 2016, a pochi giorni dall’insediamento della ditta aggiudicatrice una sorpresa. Si scopre che non esiste né un’autorizzazione né un accreditamento per l’esercizio del servizio notturno, oltre a mancati adeguamenti strutturali. In pratica è stato appaltato da parte del Comune un servizio “monco”. La Cooperativa Solidale, ditta aggiudicatrice dell’appalto, deve operare quindi tagli alle ore e al personale in una sorta di conciliazione firmata alla presenza del sindaco.

 

Solo nell’ottobre 2016 si ottiene l’autorizzazione, grazie anche all’interessamento e all’aiuto di una mano amica. Si procede all’inaugurazione, nel dicembre 2016, che lasciava presagire tempi migliori per la struttura e gli occupati. Bene, ad oggi il servizio notturno non parte e all’orizzonte non si vede una data certa per l’avvio. I dipendenti vedono continui ritardi sui pagamenti di stipendi, certo dignitosi, ma non esorbitanti; mentre i compagni in disoccupazione continuano il loro calvario. Non si cercano colpe o colpevoli, ma solo la soluzione ad un problema che grava sulle famiglie dei dipendenti, e sulla comunità che non vede un servizio di utilità sociale prendere il via. C’era una volta il centro diurno anziani del Comune di Rende che dava posti di lavoro per 10 famiglie e il servizio a 40 anziani, oggi invece gli anziani sono 12 e 7 abitualmente i frequentanti, e i dipendenti? Sono affamati e depressi”.

 

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