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Operazione Jonny, confermato il carcere per l’ex parroco Scordio e i cugini Poerio

Calabria

Operazione Jonny, confermato il carcere per l’ex parroco Scordio e i cugini Poerio

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Scordio Misericordia

Il Tribunale della libertà di Catanzaro ha confermato il carcere per don Edoardo Scordio, fondatore della Misericordia di Isola e i cugini che gestivano il servizio ristorazione del Cara.

 

CATANZARO – Confermato il carcere per don Edoardo Scordio e i cugini Antonio e Fernando Poerio. Questa la decisione del Tribunale della libertà di Catanzaro, in merito all’inchiesta Jonny della Dda di Catanzaro, sulla gestione del centro di accoglienza per migranti di Isola Capo Rizzuto e la potentissima cosca di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia Arena. Nell’operazione sono state arrestate, lo scorso maggio, 68 persone, destinatarie di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose. Tra questi 68 sono coinvolti anche il 70enne don Edoardo Scordio, il parroco di Santa Maria Assunta e fondatore della confraternita Misericordia di Isola Capo Rizzuto che gestiva il centro di accoglienza; e i cugini Poerio, imprenditori che – secondo le accuse della Dda – gestivano il servizio di ristorazione nel Cara di Isola Capo Rizzuto proprio con la società Quadrifoglio srl.

Don Edoardo Scordio è accusato di associazione associazione mafiosa, malversazione e truffa allo Stato; per avere, insieme al governatore della confraternita, Leonardo Sacco, operato la distrazione di grandi risorse in favore della “bacinella” della cosca. Durante gli ultimi interrogatori, l’ex parroco ha sempre negato i rapporti con la ‘ndrangheta. A proposito dei 132 mila euro ricevuti per svolgere “assistenza spirituale agli immigrati” per conto della Misericordia, il sacerdote ha detto che quei soldi sono serviti per effettuare decine di lavori nella parrocchia tra cui anche la sistemazione di 8 chiese, secondo quanto previsto da una convenzione tra due enti privati, la Misericordia e la Parrocchia. 

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