Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Rende a secco, cittadini indignati: “paghiamo l’acqua ma non l’abbiamo, sindaco mandi autobotti”

Area Urbana

Rende a secco, cittadini indignati: “paghiamo l’acqua ma non l’abbiamo, sindaco mandi autobotti”

Pubblicato

il

acqua cosenza

L’ennesima lettera per denunciare i disagi che sono costretti a vivere, ed il solito rimpallo di responsabilità. I cittadini di alcune contrade di Rende hanno inviato anche alla nostra redazione una missiva annunciando anche il ricorso alle autorità competenti.

 

RENDE (CS) – “Siamo un omogeneo gruppo di cittadini di Rende – scrivono – che abitano in molte zone, tra cui Arcavacata, Rocchi, contrada Dattoli, Santo Stefano, Rende centro, ossia le zone più colpite dalla criticità idrica, e teniamo a denunciare come, in queste ore, siamo stremati dalla mancanza di acqua. Per cui diciamo ‘basta’ a questa grave criticità che non ci dà tregua e comporta solo e gravi e pesanti disagi ai cittadini. Nelle nostre case i rubinetti sono a secco ormai da troppo tempo e la situazione è diventata davvero allarmante. Non riusciamo più a provvedere neanche alle norme igieniche primarie, non possiamo usufruire neanche di una goccia di acqua e con queste alte temperature la situazione la si può definire disumana”.

“Tante sono le difficoltà, infatti, per la mancanza del prezioso e vitale liquido – scrivono i cittadini rendesi – che ci troviamo costretti a fronteggiare e soprattutto ora che anche le nostre cisterne si sono svuotate. Siamo indignati perché le bollette le paghiamo, l’acqua la paghiamo, i nostri diritti da cittadini li rispettiamo e poi questo è in trattamento che ci viene riservato da chi di competenza? Chi vi dà il diritto di lasciare senza acqua la gente, con anziani e bambini, in questi periodi di elevate temperature? Siamo indignati con Acque Potabili Servizi Integrati, con Sorical che giocano al rimbalzo delle responsabilità ma siamo soprattutto indignati con il Comune che non trova una soluzione definitiva al problema, che vogliamo ricordare ha rinnovato in maniera alquanto “anomala” l’appalto ad una società, i cui mezzi sono assolutamente inadeguati a fronteggiare la crisi ma soprattutto a programmare i necessari ed indispensabili interventi che non sono procrastinabili”.

“Arrivati a questo punto a noi non interessa più capire il problema da dove proviene e non ci interessa più capire chi deve intervenire: noi vogliamo solo poter usufruire dell’acqua che è un bene vitale e pubblico. Al sindaco di Rende ed ai tanto pseudo comitati nati “spontaneamente” tra le parentele amministrative rendesi, vorremmo chiedere di fare un giro nelle contrade, evidentemente figlie di un dio minore, in modo da toccare con mano i disagi; inoltre in merito alla presunta ottima condizione delle contrade di Santa Rosa e Santa Chiara noi esprimiamo dei dubbi ma qualora ci fossero stati interventi particolari questo sarebbe ancora più grave visto che quei luoghi sono quelle dove abitano amministratori locali o loro stretti parenti pertanto sarebbe molto grave dover prendere atto di particolarità”.

“Al fine di evitare polemiche sterili ed inutili sappiano gli amministratori, con sindaco in testa, che questo comunicato – concludono – è nato non da logiche politiche ma da impellenti necessità di benessere. A tal proposito chiediamo a chi di competenza di controllare e garantire che tutte le zone abbiamo la possibilità di avere l’acqua razionata, ci va bene anche che ci venga data di notte, l’importante è che si possa dare alle famiglie la possibilità di riempire le proprie cisterne. Abbiamo, inoltre, telefonato ad Acque Potabili più volte e certo non ci hanno rassicurato, poiché hanno confermato che non sono a conoscenza di quando possa cessare tale carenza idrica. Chiediamo anche al sindaco di Rende, con delega alla Protezione Civile, di inviare autobotti per permetterci l’approvvigionamento dell’acqua. Non abbiamo più intenzione di temporeggia e vogliamo fatti immediati poiché la situazione è di seria emergenza. Caso contrario saremo costretti a denunciare il tutto nelle opportune sedi”.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social