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Quattromila euro? Niente da fare, mi dispiace. Il Comune si tira indietro, i pensionati restano in strada

Il Comune di Diamante trova troppo caro riparare la sede del Circolo Pensionati e ripristinare l’agibilità in attesa di quella definitiva che forse tarderà un anno ad essere assegnata. Il Direttivo pronto a dar battaglia: “Ora informiamo l’Ancescao”
DIAMANTE (CS) – Speravano che l’incontro tenutosi lo scorso 24 agosto con il sindaco Gaetano Sollazzo desse riscontri positivi dopo due mesi di incertezze, e invece no. I cento e passa membri rimangono allibiti e a bocca asciutta, la sede del Circolo dei Pensionati “Immacolata Concezione” di Diamante non aprirà. E cosa peggiore, quella definitiva dopo gli aggiornamenti della situazione appare un miraggio: ce ne vorrà di tempo, altro che pregare di portare ancora pazienza.
Il sopralluogo effettuato settimana scorsa al Centro aveva il fine d’individuare una soluzione tampone, in pratica una rete protettiva sicura contro la caduta di calcinacci dal soffitto che avrebbe garantito la riapertura in tempi brevi prima del trasferimento verso altra struttura comunale. Il costo dell’operazione, quantificata dai tecnici manutentori in 4000 euro, è risultato un salasso per le casse comunali. Il Sindaco ha così laconicamente rigettato la soluzione tampone: “Il Comune di Diamante non si accolla il costo dell’operazione perché, dicono, è un periodo di difficoltà” dichiara il Presidente del Circolo dei Pensionati diamantese Battista Maulicino, che aggiunge : “Non si può andare più avanti così. Adesso riuniremo i soci in assemblea e decideremo che fare. Di certo una delegazione partirà alla volta del Comune per incontrare il Sindaco”. Quattromila euro, dunque, sono troppi per l’Amministrazione, che sempre durante l’incontro di ieri ha riferito che le casse comunali sono state messe a dura prova dalle diverse contingenze estive, prima tra tutte la carenza idrica del territorio. “È tempo d’informare l’Ancescao su quanto sta avvenendo, e capiremo quali provvedimenti prendere” prosegue Maulicino. Infatti sino a questo momento il Direttivo non ha tirato in ballo volutamente l’Associazione Nazionale Centri Sociali Comitati Anziani e Orti al fine di trovare una soluzione interna per ricucire lo ‘strappo’ con l’Amministrazione Comunale.
Un salto nel buio quindi che con l’avvicendarsi della stagione estiva ha il gusto amaro della condanna. Dal nuovo incontro, inoltre, è scaturita l’altra brutta notizia per i pensionati: l’adeguamento sismico e gli accorgimenti strutturali per la sede di via Amendola (l’ubicazione che solo a parole è stata promessa al Centro Anziani) potrebbero protrarsi a lungo: “Presumibilmente un anno ci hanno detto. Ma anche sette- otto mesi è per il Centro un tempo lunghissimo. Va bene essere responsabili e pazientare, ma ricordiamo che siamo in strada senza sede fissa dal 29 giugno” sottolinea il presidente Maulicino.
Per questo dopo il fallito tentativo di lavare i panni sporchi in famiglia, adesso è tempo di richiedere a gran voce l’intervento di Ancescao Calabria, anche perché nel caso i soci non possano usufruire delle attività del circolo poco senso avrebbe versare la quota partecipativa all’Associazione nazionale. Quota, al momento, sospesa grazie al buon senso della dirigenza locale del Circolo.
Intanto i soci puntano i piedi e sperano che l’Amministrazione Comunale ritorni sui propri passi altrimenti innalzare un muro contro muro sarà a questo punto inevitabile qualora i vertici regionali dell’Ancescao vengano a conoscenza della situazione. Per il momento resta un rifiuto netto che non può che generare inevitabili disappunti verso la gestione dell’attività di spesa del Comune e in parte verso la scelta della programmazione di eventi che ha patrocinato Palazzo di Città e le consulenze che ha profuso sia prima che durante quest’estate diamantese.
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