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Terremoto e gente in strada, il parere del sismologo: ‘Utile reazione istintiva’

COSENZA – ‘Una sveglia un po’ più energica rispetto a quelle a cui siamo abituati’.
Ignazio Guerra, ordinario di Sismologia presso il dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria definisce così il terremoto di magnitudo 4.4 registrato ieri nel cosentino. “Abbiamo percepito il ‘fratellino maggiore’ di scosse che avvertiamo con maggiore frequenza. Si tratta – spiega Guerra – sicuramente di una magnitudo che può causare cadute di corcioni e danni alle abitazioni, ma non crolli nè tantomeno vittime. Uscire di casa è una reazione piuttosto istintiva ed è giustificata dal fatto che talvolta i terremoti sono anticipati dalle scosse premonitrici. Lo sappiamo solo a posteriori però se è una scossa premonitrice o meno. Abbiamo visto nella storia che allontanarsi dalle abitazioni può servire. E’ il caso del sisma di Bisignano del 3 Dicembre 1887. Due scosse di terremoto a distanza di quarantacinque minuti. La seconda fu più forte e devastante della prima, ma si registrarono (relativamente) poche vittime, proprio perchè la gente ormai era già fuori casa. Purtroppo non possiamo conoscere la distanza temporale tra la scossa premonitrice e la successiva. E’ proprio questo il problema della sismologia: non esistono regole precise”.



















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