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Rinvio del consiglio regionale, ancora polemiche. Duro il commento di Tallini e Mangialavori

REGGIO CALABRIA – I “conti” non quadrano.
Così il consigliere regionale Domenico Tallini che sullo slittamento della seduta del Consiglio al 7 e all’8 gennaio, ha sottolineato: “Credere che il Consiglio regionale sia stato rinviato per l’influenza dell’amico Ennio Morrone, al quale faccio gli auguri di pronta guarigione, equivale a credere all’esistenza di Babbo Natale. E’ piuttosto patetico il tentativo del consigliere di maggioranza Orlandino Greco di scaricare tutto sul vaccino anti-influenzale che non ha funzionato o sul Presidente del Consiglio uscente, Franco Talarico”. “E’ evidente a tutti – prosegue Tallini – che il legittimo impedimento del collega è stato utilizzato per un provvidenziale rinvio da una maggioranza che non riesce, a più di un mese dal voto, a far quadrare i suoi conti per la composizione della nuova Giunta e per gli assetti di Consiglio. Bisogna piuttosto capire se anche la seduta del 7 gennaio sarà subordinata a nuovi attacchi influenzali o mal di denti o altre patologie, mi auguro non gravi, di altri consiglieri. Nel tentativo di ingraziarsi il presidente Oliverio, il collega Greco ne esalta l’attivismo solitario di questi giorni, elencando la risoluzione di vari problemi. Devo purtroppo registrare che il collega Greco non si rende assolutamente conto della gravità della situazione calabrese, dei drammi presenti e incombenti, che avrebbero bisogno di una terapia d’urto e di organi democratici di governo funzionanti. Anticipo la sua replica: sì, è vero, anche il Governo di centrodestra di cui ho fatto parte, ha avuto le sue responsabilità e forse non ha risposto a tutte le aspettative che l’elettorato gli aveva affidato”. “Tocca ora ad Oliverio e al centrosinistra – sostiene ancora Tallini – tentare di fare di più, ma senza giocare allo scaricabarile e soprattutto senza trucchi e trucchetti. Al presidente Oliverio voglio suggerire, in tutta sincerità, di diffidare da coloro che lo incensano e che sminuiscono i problemi per fargli piacere. I cortigiani senza testa e senza cuore sono stati causa dei problemi di Scopelliti e potrebbero esserlo anche per lui. Sappia anche che le mie critiche saranno sempre leali e costruttive, mai personali, legate ai problemi reali che tutti assieme, maggioranza e opposizione, abbiamo il dovere di affrontare”.
Sulla questione ‘rinvio’ è intervenuto anche un altro consigliere regionale, Giuseppe Mangialavori, eletto con la lista della Casa delle Libertà che parla del “primo balletto, triste e giustificatorio, della neoeletta compagine di governo regionale ha condotto al rinvio della prima seduta del Consiglio regionale. Lo statuto che indica dei termini precisi per avviare l’attività dell’organo è stato così già violato”. A giudizio di Mangialavori, “che ciò sia avvenuto all’inizio del mandato è sintomatico non solo di un avvio stentato, ma dà corpo al sospetto che ci si prepari ad un ‘governo del presidente’, contando sulla presunta apatia dei cittadini, mentre la nomenclatura si appresta a perpetuare un potere affetto da croniche patologie, pur con qualche variazione nominale con i suoi apparati di partito, le sue organizzazioni, i suoi circoli e così via. Il rinvio in politica è la fuga dalle responsabilità. Non si rispetta la legalità statutaria, non si rispettano le attese e i diritti dell’altra parte dell’organismo, la minoranza (o se volete dell’opposizione) che insieme alla maggioranza costituisce quel nucleo attivo determinato dalla volontà dei cittadini in cui consiste il valore democratico di un’istituzione”. “La democrazia – sostiene il consigliere regionale – non è un concetto che si può bloccare davanti a un certificato medico. Da un presidente appena eletto con l’accompagnamento di campane e campanelli a storno che suonavano ‘cambiamento, cambiamento, cambiamento’ era legittimo attendersi, sin dall’inizio, il ripudio della trasversalità bruzia e il rispetto del cittadino. La nostra regione, infatti, ha più che mai bisogno di credere nel nuovo. Ma le avvisaglie vanno in senso contrario. La ‘spinta propulsiva’ (per citare un’espressione cara a Berlinguer e quindi presumibilmente anche al suo epigono Oliverio) dà l’impressione di essersi già esaurita senza nemmeno partire”.



















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