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Cosenza: spaccio di ‘coca’ ed eroina a via Popilia. LE FOTO DEGLI ARRESTATI

COSENZA – I carabinieri di Cosenza hanno scoperto una vera e propria centrale dello spaccio di eroina e cocaina a Cosenza
Eseguite in queste ore 8 misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili di detenzione e spaccio di stupefacenti. Gli indagati, vicini a elementi di spicco della criminalità organizzata locale, tutti soggetti noti alle Forze dell’Ordine, sono finiti in manette con l’accusa di gestire una vera e propria centrale dello spaccio di eroina e cocaina tra Cosenza, in particolare nella zona di via Popilia e via Panebianco nonchè nelle zone di Rota Greca e Cerisano. L’operazione, denominata “Black mamba” dal nome del velenosissimo serpente, giunge al termine di minuziose indagini iniziate a Novembre 2013 nel corso delle quali sono stati sequestrati 650 grammi di sostanze stupefacenti tra cui hashish, cocaina ed eroina. Le indagini dei militari sono state coordinate dai procuratori Giuseppe Visconti e Antonio Cestone e dirette dal procuratore Dario Granieri.
Cinque delle persone coinvolte nell’operazione sono finite in carcere. Si tratta di Fedele Pacia, classe 1970, già agli arresti domiciliari in quanto sopreso in Marzo con 275 grammi di cocaina, ed oggi ritrovato con altri quindici grammi di cocaina di cui avrebbe tentato di disfarsi lanciandoli dal balcone all’arrivo dei militari, insieme al 39enne Toni Paese ed il ventenne Enzo Bertocco (entrambi anch’essi già agli arresti domiciliari), Daniel Giordano del ’90, e Jamai Shutsky 29 anni di nazionalità biolorussa. Luca Bosco ventenne, Carlo Mazzei 29 anni e A.L. noto agente immobiliare 36enne di via Panebianco. L’organizzazione era suddivisa in ruoli ben precisi e gli arrestati sarebbero legati al clan Lanzino e alla consorteria criminale dell’Ultimo Lotto.
Secondo le indagini l’approvvigionamento della droga (marijuana, cocaina ed eroina) avveniva nella zona dell’ultimo lotto di via Popilia ma anche da altre aree della regione. Il gruppo criminale poi, garantiva una diffusione capillare della droga. Addirittura lo spaccio avveniva con una modalità davvero insolita: Alcuni soggetti ‘lanciavano’ dall’ultimo piano di un palazzo del secondo lotto dosi di eroina e gli altri, arrestati, la raccoglievano per poi venderla ai clienti. Chi si occupava del lancio poi, si nascondeva dietro le tende da sole. Sempre secondo le indagini, il deposito degli stupefacenti era in via Panebianco, in un appartamento riconducibile a soggetti incensurati e disabitato e messo a disposizione del sodalizio criminale da A. L. .Gli investigatori ora stanno cercando di capire se l’agente immobiliare ha affittato altri appartamenti ad altre persone per attività illecite.




















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