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Vaglio Lise: Cipparrone minaccia di darsi fuoco, mentre i rom chiedono di avere l’acqua (FOTO)

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Vaglio Lise: Cipparrone minaccia di darsi fuoco, mentre i rom chiedono di avere l’acqua (FOTO)

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COSENZA – Via Popilia non vuole i rom in stazione.

Questa la giustificazione con la quale il consigliere di minoranza del Comune di Cosenza, Giovanni Cipparrone ha inscenato una protesta questa mattina nei pressi della stazione di Vaglio Lise. Con una bottiglia contenente un litro e mezzo di benzina ha minacciato di darsi fuoco ottenendo il blocco immediato dei lavori di allestimento della nuova tendopoli deputata ad ospitare i rom che, dall’incendio che distrusse parte del campo nomadi lungo le rive del Crati, vivono all’interno dell’Ex Ferro Hotel. L’enorme struttura era stata abbandonata da Trenitalia per oltre quindici anni ed è stata utilizzata dal Comune per dare un tetto alle famiglie le cui baracche, circa novanta, erano state distrutte dalle fiamme nel mese di Giugno. Ora lo stabile dovrebbe essere sgomberato.

 

Per tamponare l’emergenza il Sindaco Occhiuto ha pensato di allestire temporaneamente, nell’area in cui doveva sorgere la nuova autostazione, una tendopoli con l’obiettivo di trasferire lì i rom in attesa di poter loro fornire una soluzione abitativa definitiva. Le tende sono già pronte, le docce e i lavabi sono già stati montati. Ma il progetto, per ora, resta al palo. La protesta di Cipparrone ha fatto sì che oggi il capo gabinetto Potestio desse ordine agli operai di fermare i lavori e ritirarsi. “Mi hanno chiamato i cittadini di via Popilia – ha affermato Cipparrone – e mi sono subito mobilitato. Questa tendopoli qui non verrà costruita. Dovranno passere sulla mia persone. Vedere persone che lavano i piatti all’aperto non è integrazione”. Una posizione che cozza con chi da sempre lavora nella stazione ferroviaria più grande di Cosenza. “Se ci tolgono i rom – dichiara il titolare del bar all’interno della stazione – perdiamo anche quei quattro caffè in più che vendevamo grazie alla loro presenza. Per me sono clienti come tutti gli altri. Li rispetto e mi rispettano. Non hanno mai rubato nulla”.

 

“A me dispiace molto, – afferma un ferroviere – Trenitalia vuole mandarli via, ma io li farei restare”. Nel frattempo tra le stanze dell’Hotel Ferro, adibite con fantasia ad abitazioni i rom vivono senza acqua e senza la possibilità di usare i water. “L’acqua non c’è – spiega una signora – i vestiti li vado a lavare all’Oasi francescana o in stazione. Ma come faccio a far la doccia ai bambini? Non posso mandarli a scuola sporchi nè farli lavare all’aperto ora che fa freddo”. Intanto un uomo anch’egli residente nello stabile mostra come sia impossibile utilizzare i bagni. “Se tiriamo il sifone – afferma – tutti gli escrementi del palazzo vengono su e l’acqua delle fognature invade sia le stanze che i corridoi. A volte succede anche se non viene utilizzato“. Da un lato quindi vi sono ora più di un centinaio di famiglie senza servizi igienici, dall’altro, a pochi metri, docce nuove di zecca che non potranno essere utilizzate.

 

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