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Cosca Gentile: sequestro beni ad Amantea tra cui il porto e la nave crociera per le Eolie

AMANTEA (CS) – Confiscate proprietà per 15 milioni di euro a conclusione dei provvedimenti scaturiti dall’operazione Nepetia.
Una mega confisca di beni per circa 15 milioni di euro è stata eseguita dai finanzieri del G.I.C.O. di Catanzaro nei confronti della cosca Gentile – Africano considerata una delle più potenti cosche dell’alto Tirreno cosentino. L’organizzazione criminale, capeggiata da Tommaso Gentile, indicato dai collaboratori di giustizia quale reggente del clan “Africano” dopo l’omicidio di Africano Francesco, è stata oggetto dell’operazione delle fiamme gialle finalizzata ad accertare tutte le attività illecite poste in essere dai suoi componenti ed i metodi di riciclaggio dei proventi derivanti da dette attività. L’attività d’indagine aveva permesso di riscontrare l’egemonia della cosca sulla città di Amantea ed il totale controllo che essa aveva sulla struttura portuale della cittadina cosentina, divenuta vera e propria base operativa e strategica, nonché l’impiego illecito di ingenti capitali attraverso intestazioni fittizie di beni ed attività economiche da parte di numerosi personaggi, con l’adozione di metodi mafiosi.
Gentile era a capo dell’associazione a delinquere finalizzata all’acquisizione, attraverso l’intimidazione mafiosa, della gestione o comunque del controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri. Le investigazioni hanno poi consentito di acclarare altresì l’esistenza di un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed accertare ulteriori responsabilità in ordine a episodi connessi a traffico illecito di sostanze stupefacenti a carico di alcuni soggetti. Sono state inoltre accertate connivenze tra noti esponenti politici della zona di quegli anni con il capoclan al fine di ottenere l’appoggio della cosca nelle tornate elettorali sia a livello comunale che regionale. Nel 2007 furono notificati avvisi di garanzia nei confronti di 56 persone per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, concorso esterno all’associazione mafiosa, porto e detenzione di armi, riciclaggio, estorsione aggravata, usura aggravata, turbata libertà degli incanti e trasferimento fraudolento di valori.
Articolate indagini economico-patrimoniali hanno permesso di ricostruire un ingente patrimonio riconducibile all’organizzazione sottoposto a sequestro in vista della confisca di stamatti. In particolare, oltre al porto di Amantea, sono state sequestrate quote societarie di diverse attività commerciali e la motonave Benedetta II, utilizzata per le crociere per le Isole Eolie. Il sequestro ha riguardato nel dettaglio beni mobili, immobili ed attività economiche (tra cui 4 lussuose ville e diverse società per un valore stimato in circa 15 milioni di euro), che per effetto di tale provvedimento sono stati definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato e restituiti alla collettività. Gran parte di questi beni era stata già sottoposta a confisca di prevenzione onde impedire che l’eventuale assoluzione degli imputati potesse rimetterli nella disponibilità dei beni a suo tempo sequestrati.
La Cassazione nell’udienza dell’11 Giugno 2014 ha confermato le pene comminate dalla corte di Appello di Catanzaro, nonchè le assoluzioni di: Saverio Cambareri, Domenico Santoro, Domenico De Luca, Salvatore di Mauro, Gennaro di Mauro, Franco Muto. Di seguito i nomi dei condannati in via definitiva:
Tommaso Gentile condannato a 10 anni e 8 mesi
Guido Africano 6 anni e 6 mesi
Massimo Africano 7 anni ed 8 mesi
Giacomino Guido 6 anni e 6 mesi
Pasqualino Besaldo 9 anni
Luca Azzinnaro 4 anni
Alessandro Marigliano 6 anni e 10 mesi
Pier Mannarino 4 anni
Amedeo Mandarino 2 anni e 2 mesi
Carlo Samà 3 anni
Pietro Giannetti 1 anno


















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