Area Urbana
Dopo gli incendi Cosenza e provincia a rischio frane, previste colate di fango

I geologi allertano sui pericoli per l’incolumità delle persone che potrebbe creare lo smottamento dei terreni colpiti dai roghi.
COSENZA – Allarme dei geologi, aumenta il rischio idrogeologico nel comune e nella provincia di Cosenza. A causa degli incendi in città incombe il pericolo frane. Preoccupa infatti l’allarme lanciato dal geologo cosentino Saverio Greco, presidente dell’associazione Pangea, costituita da geologi professionisti, che nel corso di un incontro tenutosi nei giorni scorsi a Cosenza hanno discusso sulla salvaguardia del territorio a seguito dei numerosi incendi che hanno interessato la provincia di Cosenza. Gli incendi hanno devastato aree di versante già a rischio idrogeologico cartografate dal PAI (Piano di Assetto Idrogeologico della Calabria) con fenomeni di tipo franosi in molti casi attivi compromettendo importanti infrastrutture, rete viarie e centri abitati, costituendo un grosso rischio e pericolo per l’incolumità delle persone.
Il rischio aumenterà con le prossime piogge che determineranno un ulteriore aumento della pericolosità e del dissesto idrogeologico nelle aree devastate e percorse dagli incendi, dove parte della vegetazione bruciata a causa degli incendi può determinare ed innescare a seguito di precipitazioni meteoriche come è già successo nel centro storico di Cosenza nel versante sottostante il Castello Svevo, fenomeni di ruscellamento e colate di fango e detriti riversatesi nella strada principale sottostante che collega il centro urbano di Cosenza con il centro storico e paesi limitrofi. Area colpita da diversi roghi nel mese di Agosto, già interessata da fenomeni franosi così come è stata cartografata sul PAI dall’Autorità di Bacino Regionale come rischio frana. Quindi diventa fondamentale la prevenzione, la mitigazione ed il monitoraggio post incendio di tutte le aree colpite dagli incendi per una corretta pianificazione ed interventi finalizzati alla salvaguardia del nostro territorio e all’incolumità delle persone, limitando gli effetti degli piogge sulle aree percorse dal fuoco.
In foto la frana di Cerzeto del 2005



















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