Area Urbana
Terremoti a Cosenza, il sismologo: “Nessuna persona vivente ne conosce la violenza”


Palazzo crollato ad Amantea da cui furono estratte cinque vittime
“Abbiamo notizia scritta del primo forte sisma in Calabria nel 1184 di cui restano tracce in un manoscritto in cui si narra del crollo della Cattedrale di Cosenza che seppellì il Duomo, poi inaugurato nel 1222. Per gli altri terremoti documentati a Cosenza da atti amministrativi bisogna attendere il 27 marzo 1638. In quella data – ricorda il professor Guerra – si verificò in cittĂ un terremoto del decimo grado e poi in Sila il 9 giugno dello stesso anno, a Cagno, venne registrato un movimento tellurico sempre del decimo grado. In quel momento ci fu un mutamento della topografia.
I grossi terremoti furono sostanzialmente nel 1509 a Reggio Calabria, nel 1626 a Girifalco e il 12 marzo 1835 quando Castiglione Cosentino fu rasa al suola. Il 1783 fu un anno funesto per quasi l’intera regione. Si comincia il 5 febbraio con la Piana di Gioia Tauro ed Aprigliano due scosse dell’undicesimo grado. Il giorno dopo si registrò un sisma del decimo grado nello Stretto di Messina con annesso maremoto. Nel primo pomeriggio vi fu la scossa di terremoto a Scilla, la gente si accampò in spiaggia per evitare di finire sotto le macerie, ma dopo poco tempo un’ondata li travolse seminando tremila vittime. A distanza di ventiquattro ore un altro sisma, sempre del decimo grado, colpì la Calabria. Insomma in un mese e mezzo vi furono: due terremoti dell’11°, due di 9° e uno di 10°. Questa è la nostra sismicitĂ ”. La violenza di tali episodi portò dopo un forte terremoto nel 1767 la nascita del fenomeno dei ‘battenti’. Ritenuti vendetta del Signore per i peccati dell’umanitĂ indussero le popolazioni a flagellarsi e numerosi frati morirono in quell’anno per piaghe incancrenite.



















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