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Terremoti a Cosenza, il sismologo: “Nessuna persona vivente ne conosce la violenza”

Il Pollino, lato tirrenico diciamo così, è una zona anomala. A chiarirne le motivazioni è lo storico sismologo dell’Unical Ignazio Guerra che in questi mesi sta per cedere il testimone a Mario Larotta giovane leva dell’Osservatorio Vesuviano. “Prendiamo ad esempio Mormanno. Un territorio – ricorda Guerra – che per due anni ha tremato.
Nonostante ciò non era prevedibile quanto accaduto. I terremoti purtroppo non presentano nessuna regolarità. Servono a fare la radiografia della terra, a volte vengono indotti, per indagare la velocità con la quale si propagano le onde sismiche. Servono soprattutto ai geologi per indicare agli ingegneri a quale profondità si trova la roccia su cui poggiare le fondamenta di una casa. Con i sismografi riusciamo a capire com’è fatta la terra, ma non a predire il futuro. Mario Larotta che oggi lavora nell’equipe di Sismologia dell’Università della Calabria sta perfezionando la rete sismica creata dal professor Guerra quaranta anni fa.
“I sismografi con la carta affumicata e la pennina non si usano più. Oggi – spiega Larotta – abbiamo la possibilità di guardare attraverso i sismogrammi che mostrano in tempo reale i segnali sismici registrati dalla rete che è dislocata sull’intero territorio nazionale. Dal nostro laboratorio monitoriamo le 24 stazioni presenti in Calabria: la più a nord a Laino Castello, Rossano, Rogliano (in una chiesa abbandonata), Vibo Valentia, fino a Condofuri all’estremità meridionale. Una rete di tutto rispetto creata grazie al lavoro svolto negli anni passati dal professor Guerra di cui si avvale anche l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. In ognuno di questi siti c’è un sensore che acquisisce i dati e li trasmette di continuo ventiquattro ore al giorno al nostro centro e noi li studiamo. Il suolo vibra sempre, noi lo amplifichiamo graficamente, ma ciò che vediamo è impercettibile per gli umani. Parliamo di impulsi nell’ordine di decine di micron al secondo, oscillazioni di dieci millesimi di millimetro”. Informazioni che oggi ogni cittadino può reperire consultando i siti web dedicati.
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