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Sospesa la sorveglianza speciale per un presunto appartenente al clan Muto

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Sospesa la sorveglianza speciale per un presunto appartenente al clan Muto

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Al cetrarese Alessio Ricco è stata revocata la misura di prevenzione personale: “non è più pericoloso”

 

COSENZA – Ricco non è più pericoloso, la misura di prevenzione personale deve essere revocata. E’ quanto ha stabilito il Tribunale di Cosenza, Sezione Misure di Prevenzione (Claudia Pingitore, Presidente, Giusi Ianni e Manuela Gallo a latere), accogliendo integralmente l’istanza avanzata dagli Avvocati Sabrina Mannarino e Carmine Curatolo del Foro di Paola, nell’interesse del cetrarese Alessio Ricco, con la quale veniva richiesta la revoca della misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza applicatagli nel 2009 dallo stesso Tribunale di Cosenza perché ritenuto soggetto socialmente pericoloso per la sicurezza e la tranquillità pubblica perché gravemente indiziato di appartenere al Clan Muto di Cetraro. L’esecuzione della misura aveva inizio il 24 marzo 2010 ma, dopo circa 9 mesi, restava sospesa per lungo tempo a causa di periodi di carcerazione del prevenuto, sia sub specie di custodia cautelare, sia sub specie di pena detentiva, fino al 7 settembre 2017 quando il Ricco, espiata la pena, veniva rimesso in libertà e risottoposto dai Carabinieri di Cetraro Marina alla Sorveglianza Speciale.

I difensori di fiducia del cetrarese, in via principale, in ragione della buona condotta tenuta negli anni durante il periodo carcerario negli Istituti di Cosenza, Rossano, Catanzaro e Paola e poi ai domiciliari e del suo precario stato di salute, chiedevano al Tribunale di Cosenza di revocare anticipatamente la misura di prevenzione ed in subordine censuravano la legittimità costituzionale delle misure di prevenzione a pericolosità generica sollecitando la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, a seguito della recente Sentenza De Tommaso contro Italia, emessa dalla Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. La Questura di Cosenza, Divisione Anticrimine ed il Procuratore Aggiunto della Repubblica di Cosenza Marisa Manzini, invece, chiedevano rigettarsi le richieste dei difensori del Ricco ritenendo costui persona ancora pericolosa, anche per le numerose violazioni alla misura di prevenzione riportate durante il breve periodo della sua esecuzione. In Camera di Consiglio l’Avvocato Curatolo ha insistito per l’accoglimento della richiesta di revoca, producendo anche ulteriore documentazione che dimostrava l’insussistenza di profili di pericolosità sociale attuale, ribadendo che il giudizio andava riesaminato alla luce dell’effetto risocializzante della pena detentiva, come stabilito dall’autorevole giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione.

Secondo il Giudice estensore del Tribunale di Cosenza Giusi Ianni, “il Ricco, tuttavia, durante il periodo di carcerazione dava prova di buona condotta, tant’è che usufruiva di diversi periodi di liberazione anticipata e, soprattutto, riprendeva gli studi conseguendo diploma di maturità. La difesa ha, inoltre, documentato uno stato di salute precario del prevenuto, che portava il Magistrato di Sorveglianza, con provvedimento del 9 giugno 2016, ad accordargli la detenzione domiciliare, proprio per motivi di salute (provvedimento confermato dal Tribunale di Sorveglianza, per come ricavabile dalla nota della Questura del 6 ottobre 2017). Anche tale dato può essere valutato positivamente per pronunciare la cessazione anticipata della misura in atto nei confronti del Ricco. Per questi motivi, è stata accolta la richiesta di revoca della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza nell’interesse di Ricco Alessio.”  Soddisfatti per l’esito del giudizio gli Avvocati Sabrina Mannarino e Carmine Curatolo del Foro di Paola, che ora chiederanno per il loro assistito anche la restituzione della patente di guida, revocatagli dalla Prefettura di Cosenza quando venne sottoposto alla misura di prevenzione personale.

 

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