Calabria
Al via il tour di Matteo Renzi in treno e bus per la Calabria

Il tour calabrese dell’ex premier partirà domani mattina dalla fabbrica di treni Hitachi di Reggio Calabria. Ferrara: “Prenda gli stessi treni che frequentano i calabresi”
REGGIO CALABRIA – Partirà domani mattina alle 11,15, il tour calabrese di Matteo Renzi, dalla fabbrica di treni Hitachi di Reggio Calabria (ex Omeca, oggi gruppo giapponese ). L’ex premier visiterà tutte e cinque le province secondo quanto stabilito assieme ai dirigenti locali. La carovana poi andrà a Rosarno dove Renzi dovrebbe visitare un’azienda agricola vessata dalla ‘ndrangheta. Da Rosarno si sposterà poi a Ricadi. Sempre nella giornata del 24, dalla provincia di Vibo alla provincia di Crotone, a Cirò Marina presso le Cantine Librandi. Sulla via del ritorno una fermata a Sellia Marina dove c’è un cantiere per il rinnovo dei binari, un’opera co-finanziata dalla Regione Calabria. Il giorno successivo il tour calabrese si concluderà a Paola, nel Santuario di San Francesco. Il programma potrebbe subire ulteriori aggiustamenti. Da Paola Renzi andrà a Caserta e poi ad Avellino.

Renzi Tour in Calabria, Ferrara (M5S): “Prenda gli stessi treni che frequentano i calabresi”
certo lavorato per migliorare la situazione del sistema dei trasporti calabrese. Provi a prendere un interregionale, uno di quelli che i numerosi pendolari calabresi sono costretti a frequentare quotidianamente. Capirà cosa vuol dire vivere in una regione che viaggia su treni della speranza in clamoroso ritardo in termini di sviluppo della rete ferroviaria. Non sarà questa ennesima passerella politica a distrarre i cittadini calabresi dalla completa assenza del Governo targato PD, artefice di una legge elettorale vergognosa nata dall’accoppiata Renzi-Berlusconi. Una riforma elettorale che darà all’Italia l’ennesimo parlamento di nominati, gli stessi che già eletti nelle passate elezioni non hanno fatto nulla per questa regione. Se ai calabresi venisse data la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, allora sì che il PD dovrebbe prendere un treno, quello verso la ricerca di un lavoro vero”.



















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