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Narcotraffico nella sibaritide: Ferrari, vasche idromassaggio e casinò nell’enclave degli Abbruzzese

CASSANO ALLO JONIO (CS) – L’irruzione di 400 finanzieri nel quartiere Timpone Rosso di Lauropoli ha rivelato uno scenario ben diverso dall’apparente degrado della roccaforte del clan degli Zingari.
Le perquisizioni effettuate ieri nel corso dell’operazione Gentlemen hanno portato al sequestro di beni, ritenuti provento dell’attività di narcotraffico pari ad un milione e 104mila euro. Le indagini, avevano già consentito di recuperare oltre tre tonnellate di droga tra marijuana, cocaina ed eroina, per un valore di mercato di circa 45 milioni di euro. Dell”’erba’, secondo quanto dichiarato dagli inquirenti, pare che la cosca degli Abbruzzese detenesse il monopolio in diverse province italiane, importandone dall’Albania, via mare, centinaia di chili che da Corigliano verrebbero poi distribuiti, soprattutto con l’utilizzo di mezzi carichi di arance a di auto con doppio fondo, una parte dal clan Abbruzzese, ed il rimanente direttamente dai corrieri albanesi. La cocaina invece, arriva, come è noto, a Gioia Tauro e verrebbe barattata con i vibonesi in cambio di armi così come ì’eroina, per la quale pare fosse stata parzialmente allestita una raffineria proprio a Cassano allo Jonio destinata anche alla produzione di droghe sintetiche. Da quanto emerso dall’operazione di ieri pare che sia attualmente la cosca degli Zingari a stabilire il prezzo degli stupefacenti sul territorio. Un’ipotesi avvalorata dalle riprese che immortalano nell’aeroporto di Madrid due uomini della ‘ndrina della sibaritide colloquiare con due esponenti del cartello riconducibile al narcos Lopez Delgadillo.
Più di cento appartamenti sono stati setacciati dalle Fiamme Gialle nel quartiere di Timpone Rosso che da decenni ospita la comunità rom cassanese. Negli appartamenti degli arrestati i finanzieri hanno documentato la presenza di arredi di lusso, vasche idromassaggio, suppellettili di valore, tra cui reperti archeologici tra cui oggetti in bronzo ed in terracotta, nonchè una sala adibita a casinò. All’interno dei locali in cui era stata allestita la bisca clandestina con tavoli da gioco e fiches dove pare che le ‘puntate’ variassero dai 75mila ai 500mila euro. Un particolare che sarebbe emerso da alcuni documenti in cui veniva registrata l’attività quotidiana dell’illegale sala da gioco. Nel blitz è stato poi scoperto un preziosissimo parco auto del valore di centinania di euro nelle disponibilità della famiglia Abbruzzese composto da diversi mezzi: Ferrari 360 Modena, Chevrolet Camaro, Smart Fourfour, Land Rover, Mercedes ML, Aston Martin a a diverse centinaia di migliaia di euro. Tutti i beni sono stati posti sotto sequestro insieme ai due motopescherecci presumibilmente utilizzati per trasportare stupefacenti (e, forse, anche di migranti) ed 88 grammi di cocaina rinvenuti durante i controlli. I 33 arresti di ieri, non sarebbero collegati con il triplice omicidio in cui perirono Cocò Iannicelli, il nonno Peppe e la sua giovane compagna, anche se i collaboratori di giustizia Pasquale Perciaccante avrebbe riferito di diversi episodi di minacce indirizzate da Francesco Abbruzzese, alias ‘Dentuzzo’, nei confronti di Giuseppe Iannicelli per diatribe legate al prezzo da imporre per la vendita degli stupefacenti.




















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