Provincia
Ospedale di Praia a Mare, Oliverio: “Basta commissario o mi incateno a Roma”

Due anni fa aveva ‘dimenticato’ di presentare il piano di rientro determinando la proroga del commissariamento della sanità calabrese, ora annuncia protesta
PRAIA A MARE (CS) – “Oggi trionfa la giustizia. Grazie al pronunciamento del Consiglio di Stato si riapre l’Ospedale di Praia a Mare”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Regione Mario Oliverio nel pomeriggio, in occasione della cerimonia tenuta presso l’Ospedale di Praia a Mare, struttura, che dopo la benedizione del vescovo di San Marco – Scalea Leonardo Bonanno, è stata oggi riaperta dopo un lungo periodo, per effetto di sentenza del Consiglio di Stato, a seguito del ricorso dei comuni di Praia a Mare e Tortora, sostenuto con forza dalla Regione. “Ringrazio il sindaco Praticò e l’amministrazione di Praia, il sindaco di Tortora Lamboglia, gli amministratori locali di tutta la zona – ha detto Oliverio – che hanno condotto una battaglia per affermare il diritto di queste comunità ad avere un presidio ospedaliero come presupposto di tutela e di cura della salute.
Questo è un comprensorio distante da altre strutture ospedaliere, nel quale insiste una popolazione consistente; un territorio che doveva avere un presidio ospedaliero. Noi abbiamo sostenuto questa sacrosanta battaglia, dei sindaci, delle comunità, – ha indicato ancora Oliverio – per l’affermazione di un diritto che è quello della tutela e della cura della salute dei cittadini. Via via saranno irrobustiti e consolidati i servizi all’interno della struttura ospedaliera. È un bel giorno non solo per la città, per il comprensorio ma per la Calabria, perché oggi si riapre un ospedale di frontiera che era stato chiuso ingiustamente ed i provvedimenti ingiusti trovano nella giustizia una risposta”.
Oliverio ha anche ricordato come un altro ospedale di frontiera, quello di Trebisacce, si trovi attualmente nelle stesse condizioni in cui si trova quello di Praia a Mare. L’evento, atteso dalle comunità, ha contato interventi dei Sindaci di Praia a Mare, Antonio Praticò, di Tortora, Pasquale Lamboglia, del dott. Eugenio Sciabica, Dirigente del Ministero della Salute, investito dell’incarico di commissario ad acta per l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato che ha statuito in materia di riorganizzazione ospedaliera, dei Deputati Enza Bruno Bossio ed Ernesto Magorno, del Direttore generale Asp di Cosenza Raffaele Mauro e con la partecipazione di autorità, consiglieri regionali, amministratori, moltissimi cittadini, personale sanitario.
OLIVERIO ANNUNCIA BATTAGLIA: “MI INCATENO A PALAZZO CHIGI”
Il Presidente della Regione Mario Oliveri in occasione della riapertura dell’ospedale di Praia a Mare è ritornato sul tema della sanità, lanciando un vero e proprio appello al Presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni e quindi al Ministro della Salute Lorenzin affinché possa essere superato il commissariamento della sanità in Calabria. “Come, tra l’altro, mostra l’esperienza dell’ospedale di Praia a Mare – ha affermato Oliverio – , per vedere riconosciuto un diritto occorre aspettare anni. Siamo in una regione la cui sanità è commissariata dal 2010; piuttosto che mettere in atto una strategia volta a tagliare sprechi, a razionalizzare l’uso delle risorse, a migliorare i servizi si è pensato a fare tagli lineari, come quello che ha riguardato l’ospedale di Praia e non solo. È aumentato il numero dei calabresi che si curano fuori, oggi abbiamo superato i 300 milioni di unità, registrando il 30% di aumento; le liste di attesa sono cresciute, come i costi.
La qualità delle prestazioni si è indebolita, per via dei vincoli scattati, come quello del blocco del turnover, con 4000 lavoratori in meno rispetto al 2010. Il risultato di questa gestione è drammaticamente pagato dai calabresi. Mi rivolgo – ha aggiunto il Presidente della Regione Calabria Oliverio – all’onorevole Gentiloni: non è possibile più mantenere la Calabria in questa condizione. Chiedo anche al Ministro della Sanità Lorenzin di adottare un provvedimento che rimuova immediatamente questa situazione intollerabile. Ora basta. Se entro fine novembre non si porrà fine a questa grave situazione sarò costretto ad incatenarmi davanti a Palazzo Chigi per chiedere giustizia per la mia regione. L’Italia intera deve conoscere la condizione vergognosa, di disparità dei diritti, nella quale viene costretta la mia regione”.



















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