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Rende: giovani ‘malati’ di videopoker, si chiede regolamento comunale

Area Urbana

Rende: giovani ‘malati’ di videopoker, si chiede regolamento comunale

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azzardopatia

 In provincia di Cosenza il giro d’affari si aggira intorno ai 10 milioni di euro al mese

 

RENDE (CS) – “I dati diffusi sull’azzardopatia in provincia di Cosenza sono allarmanti, soprattutto per quel che riguarda le giovani generazioni. Il 4,7% dei giovani, – afferma il consigliere Domenico Miceli Capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Rende – poco più che maggiorenni ma anche ancora minorenni, risulta essere “malato”, risucchiato nel vortice impetuoso dell’azzardo. In provincia di Cosenza il giro d’affari si aggira intorno ai 10 milioni di euro al mese, e risulta essere, Cosenza, la nona provincia in Italia per numero di macchinette slot e videolottery, preceduta solo da grandi città metropolitane come Napoli, Roma, Milano. Rende, in questi anni, sta diventando la capitale dell’azzardo. Numerose sale d’azzardo aperte in spazi enormi, posizionati vicino a scuole e chiese, stadi e perfino in prossimità del Municipio.

 

Come gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle a marzo 2017 abbiamo presentato all’esecutivo una mozione per far approvare una Delibera di giunta e un regolamento Comunale in termini di controllo per il rispetto delle leggi vigenti, di limitazioni orarie di apertura, di distanza dai luoghi “sensibili”, di coinvolgimento di associazioni, volontari, scuole, parrocchie, forze dell’ordine e istituzioni ad iniziative di promozione sociale e sensibilizzazione. Abbiamo chiesto l’adesione al nuovo Protocollo predisposto dalla Prefettura di Cosenza finalizzato alla prevenzione ed al contrasto alle dipendenze patologiche. Purtroppo dopo nove mesi della nostra proposta in Comune si son perse le tracce così anche di tutte le iniziative promesse dai sindaci dell’Area urbana. Come gruppo consiliare continueremo a rimanere sensibili al tema dell’azzardopatia, a livello nazionale si sta facendo un grande lavoro ma è a livello territoriale che bisogna dare risposte. Chiediamo, per questo, ancora una volta che le nostre proposte vengano prese in considerazione e soprattutto che l’amministrazione prenda coscienza di questa piaga sociale e si limiti, almeno, a far rispettare le normative vigenti”.

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