Provincia
Fuori dal regime di ‘carcere duro’ l’assassino del padre di un collaboratore di giustizia

Revocato il 41 bis ad un noto pregiudicato di Corigliano Calabro
ROMA – Ciro Nigro fuori dal 41bis. Il Tribunale della Sorveglianza di Roma ha revocato il regime di carcere duro per il noto pregiudicato di Corigliano Calabro. Nigro, difeso dall’avvocato Antonio Sanvito, è stato imputato nei processi Big Fire e Set Up come partecipe all’associazione di stampo mafioso con a capo Carelli; Santa Tecla e Sybaris accusato sempre di associazione nella locale di Cassano con a capo Abbruzzese; Timpone Rosso in cui fu riconosciuto come esecutore materiale dell’omicidio Cimino, il padre del collaboratore di giustizia. Nigro era alla sua seconda proroga di carcere duro scattato nel 2009 durante il procedimento Timpone Rosso e attualmente è detenuto nel carcere dell’Aquila.
Nel novembre del 2016, sempre difeso dall’avvocato Sanvito, fu assolto in appello nel processo Sybaris, sull’attività mafiosa della presunta cosca degli “zingari” di Cassano all’Jonio nella Sibaritide. Il giudizio di secondo grado lo vede assolto sulla condanna in primo grado a 4 anni di carcere. Il 27 ottobre scorso è stata celebrata l’udienza presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma. Il procuratore generale della Dna ha insistito nella proroga del 41 bis che avrebbe raggiunto, quindi, la terza proroga. La tesi difensiva ha evidenziato nelle motivazioni che non sussisteva più nessun pericolo sociale da parte del Nigro. Tesi accolta in pieno dal Tribunale di Sorveglianza che ha deciso per la revoca del carcere duro.




















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