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Infocontact, la protesta nella sede di Rende. Lavoratori in stato d’agitazione (FOTO)

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Infocontact, la protesta nella sede di Rende. Lavoratori in stato d’agitazione (FOTO)

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RENDE (CS) – Stanno manifestando davanti la sede Infocontact di Rende, in via Marconi, i dipendenti dell’azienda di call center calabrese

Numerosi lavoratori per i quali sono a rischio centinaia i posti di lavoro stanno manifestando in questi minuti davanti la sede dell’azienda a Rende. Nelle scorse settimane, erano arrivate due offerte per acquisire l’azienda e garantire i livelli occupazionali, la Comdata per la sede di Rende e Abramo per quella di Lamezia. Ieri si è tenuto incontro alla presenza anche delle sigle sindacali al Ministero per lo Sviluppo Economico, ma si è conclusa con un nulla di fatto. E così i sindacati hanno deciso di annunciare lo stato d’agitazione. “Questa vertenza – riporta un comunicato della SLC Cgil – si sposta nel territorio. Questo silenzio assordante dei committenti e delle Istituzioni vedremo quanto durerà di fronte alla rabbia di persone che, per continuare ad avere la dignità di un salario, dovranno accettare di sprofondare nella soglia di povertà”. Stamattina un primo presidio di lavoratori Infocontact, si è tenuto davanti la sede della Rai di Cosenza. Lavoratori e sindacati hanno intenzione di mettere in atto presidi in tutta la calabria per sensibilizzare istituzioni e committenti sul loro futuro occupazionale.

 

Un sit in partecipato questo pomeriggio davanti la sede nei pressi di via Marconi. Tullio Ludione, della Rsu Slc Cgil, parla di una situazione drammatica: “La Calabria come sempre è come se fosse figlia di nessuno, snobbata dalle istituzioni e dal Governo. Siamo 1800 persone, famiglie, che rischiano il posto di lavoro. Abbiamo basato il nostro tenore di vita chi da 5, chi da 8 anni. Ora l’unica proposta è di ridurre le ore lavorative e dimezzarci lo stipendio. Non sappiamo come poter andare avanti. Qui sembra che le istituzioni neanche ci guardino. Eppure lavoriamo per Edison, Enel, Poste, Wind, aziende che hanno un forte interesse statale. Perché il Governo non interviene a sostegno di 1800 figli della Calabria? Sono anche figli dell’Italia”.

 

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