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La pedonalizzazione di Commenda vista dagli occhi di un giovane rendese

Area Urbana

La pedonalizzazione di Commenda vista dagli occhi di un giovane rendese

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Un ragazzo residente in via Fratelli Bandiera in una lettera spiega la propria visione in merito alla creazione di un’area pedonale

 

RENDE (CS) – “Sono un giovane rendese, residente a Commenda in via Fratelli Bandiera. Indipendentemente dalle ideologie politiche o affinità socio culturali scrivo questo mio pensiero in maniera neutrale e senza doppi fini o interessi affini. Da giorni si parla della possibile fattibilità di un’isola pedonale che unisca le due villette comunali su via Fratelli Bandiera. Secondo il mio umile pensiero -scrive il giovane in una lettera recapitata alla redazione di QuiCosenza – tale iniziativa purtroppo non può essere supportata dalla maggior parte dei residenti ed imprenditori del quartiere e spiego in maniera dettagliata e concisa le motivazioni per cui tale opera non andrebbe messa in atto.
 
 
Il punto principale e cardine, ed è quello per cui sono e siamo contrari è che via Fratelli Bandiera è stata ed è sempre il fiore all’occhiello della piccola cittadina rendese. Per noi residenti di commenda è la nostra identità. Per quanto riguarda la viabilità, che ad oggi funziona in maniera ottimale, non capisco perché dobbiamo andare a fare esperimenti su un “giocattolo” che va bene. Voglio ricordare che parliamo di un’arteria principale per le comunicazioni veicolari privati, trasporti pubblici (che collegano il territorio all’università) e di pubblica sicurezza pertanto gli innumerevoli disservizi potrebbero gravare pure sulla comunità studentesca residente nel quartiere (ricordiamo che allo stadio Marco Lorenzon c’è una fermata obbligatoria dei bus direzione università) e che transita sulla citata via.
 
 
Se proprio volessimo sperimentare e possiamo documentarlo con un dossier, che questa modifica sarebbe un fallimento, queste due villette sono frequentate solamente nel weekend ed in particolare il sabato sera e salvo bel tempo la domenica mattina, da famiglie, pertanto forse sarebbe più opportuno fare un’area pedonale provvisoria la domenica mattina o il sabato sera e il lunedì all’inizio della settimana restituire ai cittadini la viabilità e i servizi che gli appartengono. Abbiamo già altre esperienze vissute recentemente su Rende della chiusura di attività commerciali (via Rossini). Se non vogliamo ricondurre le responsabilità all’amministrazione, dobbiamo evitare di causarne altre, poiché su via Fratelli Bandiera esistono da decenni notevolissime attività che offrono dei servizi essenziali al territorio e purtroppo con tale modifica strutturale della strada potrebbero avere dei significativi “danni”.
 
 
Conseguenza che oltre a ripercuotersi a livello imprenditoriale sulle attività, di riflesso sarebbero i cittadini a pagarne le conseguenze. Se proprio volessimo fare un’area pedonale modello “Cosenza” (Occhiuto’s), ma siamo lontani anni luce, allora bisognerebbe partire dalle basi e progettare con criteri una tale opera in modo dettagliato. Per farlo sarebbe determinante coinvolgere una componente di imprenditori che voglia portare ed apportare delle migliorie sulla via con delle attività ricreative e non. Ed a questo punto non bisognerebbe limitare l’area pedonale a pochi metri lineari di via Fratelli Bandiera, bensì progettare un’area pedonale estesa per tutta la strada, forse lì avrebbe un senso ed un nesso, poiché il cittadino avrebbe a disposizione numerosi servizi.
 
 
Ormai da qualche mese per le vie della città si continua a parlare della pedonalizzazione, e ahime’ la cosa che da cittadino mi colpisce di più e purtroppo non mi crea buoni presupposti di speranze future è che una tale decisione importante si riconduca a una semplice petizione o raccolta in maniera amichevole di firme. L’amministrazione anche se non dovesse tenerne conto magari deciderà di procedere ‘giustamente’ secondo la propria opinione e/o propri progetti politici. A questo punto credo, che alla base della democrazia ci sia il coinvolgimento di tutta la comunità senza distinzioni di ruoli o classi sociali. La vera democrazia è condividere, perché a farne le spese siamo sempre noi cittadini comuni”.

 

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