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LA REPLICA – Rose, una comunità divisa in parrocchia tra vecchio e nuovo sacerdote

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LA REPLICA – Rose, una comunità divisa in parrocchia tra vecchio e nuovo sacerdote

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A seguito dell’articolo pubblicato nei giorni scorsi sull’arrivo del nuovo giovane sacerdote a Rose, in redazione è arrivata una lettera di un gruppo di cittadini di Rose che, per correttezza pubblichiamo integralmente.

 

ROSE (CS) – “La comunità di Rose accoglie il giovane parroco don Giuseppe, e sistema per lui la casa canonica
Siamo un gruppo di cittadini di Rose e, in merito all’articolo pubblicato il 14 novembre scorso sul nuovo parroco, vorremmo fare alcune riflessioni. A Rose la situazione non è così perfetta come si vuole far credere”.

“La comunità è letteralmente divisa tra chi sfrutta ogni occasione per gettare fango sull’operato del parroco precedente (don Battista Belcastro) e chi, invece – è scritto nella lettera – non accetta questa denigrazione su don Battista dopo 28 anni, ritenendo tale azione una cosa davvero subdola, scatenatasi non appena si è conclusa l’ultima celebrazione parrocchiale prima di raggiungere la sua nuova sede (Aprigliano). Anche nell’articolo pubblicato il 14 novembre scorso – secondo chi scrive – vi sono chiari riferimenti denigratori (“casa parrocchiale che versava in terribili condizioni”), oppure “Don Giuseppe è il simbolo di come un piccolo grande uomo in poco tempo sia riuscito a restituire il sorriso ad un intero paese in un periodo storico in cui la gioia e la coesione sembrano sparite”. Teniamo a precisare che la casa parrocchiale non versava in terribili condizioni: nessun lavoro di rinforzo strutturale, o cambio di infissi, o rifacimento di rete elettrica o gas è stato fatto in questi giorni per affermare che ci fossero “terribili condizioni”. Probabilmente solo lavoro per un imbianchino all’interno, scelta di nuovi arredi, ecc., insomma tutte operazioni di normale amministrazione quando si cambia casa”.

“Quanto all’operato del nuovo parroco don Giuseppe, al momento nulla da dire – riporta la nota – a parte qualche spiacevole episodio come la non celebrazione presso la chiesa di contrada Santicelli, oppure la cacciata fuori durante una riunione in contrada Sovarette di alcune ex-catechiste (dicendo loro che non ha più fiducia nel loro operato e che devono conquistarsi la sua fiducia), o la imbiancatura di alcune pareti, sulle quali vi sono originariamente affreschi, all’interno della chiesa Congrega”.

Di certo sembra alquanto frettoloso – conclude la nota – fare subito dei paragoni con illustri predecessori quali S.Francesco d’Assisi o Padre Pio. La storia si scrive con calma, non bisogna avere fretta. Inoltre è il caso di, oltre a placare gli animi da ambo le parti, tornare ad una spiritualità vera, anche e soprattutto durante la celebrazione della santa messa, che da due mesi è ormai diventata una passerella di moda e uno scatto fotografico continuo ad ogni “amen”. Lo dice anche Papa Francesco, uno per il quale si può sicuramente parlare di Santità o di paragoni con un altro Francesco o con San Pio”.

Gruppo cittadini di Rose

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