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Aumentano i tumori nel Cosentino: preoccupano le radiazioni da antenne

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Aumentano i tumori nel Cosentino: preoccupano le radiazioni da antenne

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Secondo studiosi oncologi, su indagini condotte a livello provinciale, per alcune forme tumorali non si escludono legami dovuti ad esposizione a discariche abusive di rifiuti tossici e rischi derivanti da trivellazioni petrolifere. La presenza di rifiuti tossici e radioattivi in Calabria è confermata da atti parlamentari. E’ assodato che l’estrazione di petrolio e gas incrementa o induce gravi patologie tumorali. Ma questi dati, seppur non hanno scrittura numerica ufficiale, sono ormai noti a tutti. Per restare nel piccolo, ma non meno grave, l’esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza anche di bassa intensità (in base ad alcuni documenti raccolti e pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), può avere effetti negativi sulla salute: l’aumento dei casi di tumore, l’aumento dei casi di disturbi cardiaci, riproduttivi, neurologici.

 

Secondo gli studi per le persone che vivono entro 2 chilometri dalle torri di emissione elettromagnetica aumenta il rischio di tumori del sangue e del sistema linfatico. La verifica del rispetto dei limiti è delegata alle agenzie regionali di protezione ambientale (Arpa). Come il nome stesso indica, queste agenzie sono responsabili del controllo dei livelli ambientali piuttosto che di misure puntuali nelle singole abitazioni. Nella nostra Regione poi si riscontra l’assenza di un sistema formale di coordinamento fra i vari enti istituzionali preposti (Arpacal, Asp, Dipartimento Ambiente) che possa raccogliere organicamente dati di interesse epidemiologico. Diventa difficile, dunque, documentarsi con precisione sui rischi effettivi di tali onde elettromagnetiche.

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