Provincia
Giovane morto in un supermercato di Paola, sospetto caso di malasanità

Cinque i medici e cardiologi alla sbarra accusati di omicidio colposo
PAOLA (CS) – G. V. si trovava sul posto di lavoro quando all’improvviso si è accasciato al suolo. Il trentaduenne nel primo pomeriggio del 19 maggio del 2012, colto da un malore, muore nei pressi del centro commerciale I Pini di Paola. Padre di due figli, G. V. era affetto da una particolare patologia cardiaca (displasia aritmogena del ventricolo destro) che, per l’accusa, doveva essere trattata diversamente. Secondo quanto accertato nel corso dell’autopsia per scongiurarne il decesso sarebbe stato necessario un intervento chirurgico volto ad impiantare nel suo corpo un defibrillatore interno (Icd). Un dispositivo che gli avrebbe salvato la vita. In cura prima presso la clinica Tricarico di Belvedere Marittimo fu poi preso in carico dall’Istituto Humanitas di Milano. L’ultima visita a cui si era sottoposto nel capoluogo lombardo risaliva a quarantotto ore prima di spirare sotto gli occhi increduli dei clienti del supermercato, sul pavimento del reparto di gastronomia.
Vani i tentativi di rianimazione del personale del 118 intervenuti sul posto, il suo cuore cessò di battere prima dell’arrivo in ospedale. Eppure l’uomo era stato rassicurato sulle sue condizioni di salute, che secondo i medici che lo avevano in cura non destavano alcuna preoccupazione. Oggi per la sua morte il Gup Maria Grazia Elia di Paola ha rinviato a giudizio tutti i cinque indagati come richiesto dal pm Anna Chiara Fasano e dagli avvocati delle parti civili Luigi Forciniti, Marianna De Lia, Paolo Coppa e Massimiliano Coppa. Si tratta di medici e cardiologi operanti nelle due strutture a cui il trentaduenne si era rivolto. Paola Galimberti, Michele Randazzo e Maurizio Gasparini dell’Istituto Humanitas di Milano. Anna Rita Ritacco e Francesco Cariello della clinica Tricarico di Belvedere Marittimo. Tutti accusati, a vario titolo, di omicidio colposo. La prima udienza del processo si terrà il prossimo 8 febbraio di fronte al giudice Alfredo Cosenza.




















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