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Narcos genovese latitante a servizio della ‘ndrangheta arrestato in Marocco

ROMA – L’uomo era stato inserito nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi e fra i referenti di spicco delle ‘ndrine nel business della droga.
Preso dalla polizia del Marocco grazie alle informazioni fornite dalla Guardia di Finanza, dall’Interpol e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga il narcotrafficante Marco Torello Rollero. Il sessantenne latitante dal 2010 è genovese di nascita ma romano d’adozione. Da circa 35 anni risulta essere tra i principali narcos italiani, conosciuti anche all’estero, strettamente legato a diverse cosche di ‘ndrangheta, anche se, in passato, non ha disdegnato di fornire i propri “servigi” a diverse famiglie mafiose appartenenti a “Cosa Nostra”. Rollero viene definito come un vero e proprio “broker” mondiale della droga, al centro di interessi di ogni genere sull’asse Italia – Marocco (dove, nel frattempo, era riparato per sottrarsi alla cattura) – Sudamerica. Negli ultimi due anni, in particolare, Rollero è stato oggetto di un’indagine conosciuta come operazione Buena Hora 2, che ha riguardato le condotte criminose di alcuni esponenti della ‘ndrangheta, stanziatisi, nel tempo, proprio nella citta’ di Roma. L’attivita’ di indagine, lo scorso 20 gennaio, ha condotto all’esecuzione di un provvedimento di cattura nei confronti di 35 soggetti, accusati, a vario titolo, di diversi reati, aggravati dall’aver favorito la ‘ndrangheta. Dal Marocco, Rollero era in grado di inviare settimanalmente in Italia circa 1000 chili di stupefacente. La droga, cocaina dal Sudamerica e hashish, dall’Africa, veniva importata anche per conto di soggetti vicini a cosche di ‘ndrangheta di San Luca , come i “Giorgi alias Cicero” ed i “Mammoliti alias Fischiante”. Il nome di Rollero era stato accostato I quello di altri due noti narcotrafficanti italiani: Massimiliano Avesani, detto “il Principe”, latitante dal 2011 e catturato nel luglio 2013 e Roberto Pannunzi, detto “Bebe’”, arrestato a Bogotà nel settembre 2013 e successivamente estradato in Italia. I tre, per anni, hanno costituito una vera e propria holding del narcotraffico mondiale, che ha acquisito il monopolio del traffico di stupefacenti dall’estero verso l’Italia.



















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