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Sanità cosentina in protesta, i dipendenti delle cliniche Misasi in sit – in davanti al Ministero del Lavoro

COSENZA – Le strutture rischiano il fallimento in quanto pare non siano in regola con il pagamento dei contributi previdenziali ai lavoratori.
“Domani terremo sit-in davanti al dicastero del Lavoro, a Roma, per chiedere un intervento che sblocchi il rilascio del Durc alle case di cura del gruppo Misasi-San Bartolo di Cosenza e sventi cosi’ il rischio di fallimento con conseguente chiusura delle strutture e perdita sia dei posti di lavoro sia di importanti centri per l’assistenza sanitaria sul territorio”. Lo annuncia il segretario nazionale dell’Ugl Sanita’, Daniela Ballico, spiegando che “si tratta di una situazione che potrebbe essere risolta applicando un po’ di buonsenso al groviglio burocratico che si e’ venuto a creare. L’Inps di Cosenza, infatti, – spiega – non ha concesso alle cliniche il Documento Unico di Regolarita’ Contributiva, contravvenendo alla legge fallimentare che prevede, in caso di concordato preventivo, che venga rilasciato il Durc positivo. Senza questo certificato le strutture non possono farsi corrispondere dalla Asl le spettanze per le prestazioni erogate e, quindi, senza quei compensi non possono pagare gli stipendi, saldare i fornitori e continuare l’attivita’”. Per la sindacalista “e’ un cane che si morde la coda e che rischia di portare l’azienda al fallimento. Questo problema, pero’ – spiega Ballico – non e’ circoscritto solo alle due case di cura di Cosenza, ma riguarda oltre 150 strutture in tutto il Paese coinvolte in procedure fallimentari e che lavorano con la pubblica amministrazione, ma con un Durc negativo sono impossibilitate a proseguire la propria attivita’. Solo un intervento del ministero del Lavoro puo’ sbloccare questa situazione e percio’ – conclude – con una delegazione di lavoratori della Casa di Cura Misasi e della San Bartolo srl, che arriveranno domani in mattinata da Cosenza, chiederemo di fare il possibile affinche’ sia tutelato il posto di lavoro dei 140 dipendenti attualmente in forze e garantito un futuro a queste strutture”.



















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