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Bimbo morto nella piscina di Campagnano: cinque rinvii a giudizio, alla sbarra Manna e le educatrici

COSENZA – Gli indagati sono il legale rappresentante della società di gestione, Carmine Manna e quattro educatrici (Franca Manna, Luana Coscarello, Martina Gallo e Ilaria Bove).
La procura della Repubblica di Cosenza ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo nei confronti di cinque indagati, relativamente al caso della morte del piccolo Giancarlo Esposito, di 4 anni, avvenuta nella piscina comunale di Campagnano, a Cosenza, il 2 Luglio scorso. Lo conferma all’Agi il procuratore capo di Cosenza, Dario Granieri. Il bimbo era al suo primo giorno nella piscina, dove lo avevano accompagnato i genitori. Pare si trovasse nella vasca riservata alla fisioterapia e pare fosse stato dotato solo di braccioli ritenuti dagli inquirenti insufficienti a garantire la sicurezza dei bambini in una vasca di profondità superiore a 60 centimetri. Il piccolo avrebbe avuto un malore che ne avrebbe provocato l’annegamento. Trasportato d’urgenza in ospedale, il piccolo però era già morto per arresto cardiocircolatorio e deceduto come emerso dalla perizia legale per “insufficienza respiratoria acuta conseguente ad asfissia meccanica, violenta e primitiva, determinata da annegamento in acqua dolce”. Luana Coscarello, Martina Gallo e Ilaria Bove poste da Franca Manna alla gestione delle attività estive in piscina dedicate ai più piccoli pare inoltre fossero prive della formazione necessaria a garantire il salvataggio, nessuna delle tre infatti risulta essere in possesso del brevetto di assistente bagnante.



















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