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La Calabria e l’immigrazione. Una vittima a Reggio, in arrivo un mercantile a Corigliano

CORIGLIANO CALABRO (CS) – Mentre i prefetti italiani sono stati sollecitati dal Viminale ad individuare strutture di accoglienza sui loro territori per far fronte all’emergenza immigrazione in Calabria gli sbarchi continuano.
Una nave mercantile con un centinaio di migranti infatti, dovrebbe arrivare domani mattina nel porto di Corigliano Calabro, nel cosentino, proprio alla vigilia dell’approdo turistico programmato da Costa Crociere. Da una parte dunque, il lusso, dall’altra la disperazione. La nave si fermerà ad un miglio dal porto e successivamente i mezzi della capitaneria di porto effettueranno il trasbordo dei migranti. La Prefettura di Cosenza sta coordinando le attività di soccorso e di accoglienza. Per l’arrivo dei migranti sono state allertate le forze dell’ordine, la Capitaneria di porto, il servizio 118, la protezione civile e le associazioni di volontariato. Il sindaco di Corigliano Geraci, che già nei mesi scorsi ha dovuto affrontare una simile situazione si è detto preoccupato e minaccia di non garantire come Comune nessuna assistenza e accoglienza a terra: “Corigliano e la Sibaritide non sono assolutamente in grado di poter sopportare, da nessun punto di vista, ulteriori sbarchi di migranti”. “È una situazione che abbiamo già spiegato – ha aggiunto Geraci – in occasione dei due precedenti sbarchi”. “Faccio pubblicamente appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi – ha detto ancora il sindaco di Corigliano Calabro – affinché intervengano con urgenza per prendere cognizione dell’emergenza assoluta nella quale versa questo territorio ed interrompere questa che è ormai diventata una spirale negativa, incontrollata ed ingestibile, destinata ad impoverire ed emarginare definitivamente la Calabria ionica”. “Da questo momento in poi – ha concluso – la Città di Corigliano intraprenderà tutti le più forti azioni di protesta, in sinergia con i Sindaci del territorio contro questa totale disattenzione delle istituzioni nazionali rispetto alle esigenze e ai bisogni delle popolazioni locali”.
Intanto nel porto di Reggio Calabria, è arrivata la nave Orione della Marina Militare con a bordo 677 migranti, ma anche un cadavere; quello di una donna morta per annegamento. Sulla nave c’è anche un neonato che ha visto la luce su un barcone partito dalla Libia e soccorso nel Canale di Sicilia. Nella serata di ieri in Prefettura a Reggio Calabria si è tenuta una riunione per organizzare la macchina dei soccorsi. Lo sbarco di oggi segue quello di 580 migranti avvenuto domenica. I migranti arrivati oggi sono in grande parte di sesso maschile, le donne sarebbero una sessantina. Il cadavere della donna morta per annegamento è uno dei corpi senza vita recuperati nella notte tra domenica e lunedì dopo il naufragio di un barcone avvenuto a poca distanza dalle coste libiche. Molti anche i minori tra cui il neonato con la propria madre. La procedura di accoglienza messa a punto dalla Prefettura di Reggio Calabria prevede che i migranti, una volta scesi, vengano visitati e registrati. I minori non accompagnati e quanti hanno bisogno di essere sottoposti a cure mediche rimarranno a Reggio Calabria mentre tutti gli altri verranno smistati nelle strutture appositamente destinate in varie regioni italiane.
Corbelli di Diritti Civili rilancia l’appello sul cimitero dei migranti
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo l’ultima strage di immigrati al largo delle coste della Libia con 9 morti, rivolge un appello al presidente della Regione Mario Oliverio, chiedendogli di “avviare subito, in Calabria, la realizzazione del cimitero dei migranti, dove seppellire tutti i morti delle tragedie degli sbarchi”. Corbelli definisce questa opera “una iniziativa di grande civiltà, solidarietà e umanità, degna di un grande Paese civile e cattolico”. Proprio per perorare questa opera umanitaria, è scritto in una nota, Corbelli “ha recentemente incontrato il Governatore che a favore di questa iniziativa si era già espresso quand’era presidente della Provincia di Cosenza. Analogo sostegno era arrivato, lo scorso anno, anche dalla presidente f.f. della Regione, Antonella Stasi (che dopo aver incontrato Corbelli aveva scritto al Ministro degli Interni, chiedendo la collaborazione per questo progetto), e dalla presidente della Camera, Laura Boldrini (che aveva scritto e risposto ad un appello del leader di Diritti Civili)”.
“Dopo la nuova tragedia – afferma Corbelli – non si può più aspettare e stare a guardare. Possiamo e dobbiamo subito cancellare almeno quella disumanità di quei corpi di migranti, senza nome e senza volto, che muoiono nei tragici sbarchi e vengono seppelliti e dispersi in tanti piccoli sperduti cimiteri siciliani e, qualcuno, anche calabrese. Si tratta di una emergenza sociale e umanitaria che deve essere affrontata rispettando queste povere e sfortunate persone che, fuggendo da guerre, miseria e persecuzioni, arrivano nel nostro paese e trovano la morte in mare e nei tragici sbarchi”.



















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