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Calabra Maceri smentisce il Comune di Rende: ‘Noi non depureremo le acque di Legnochimica’

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Calabra Maceri smentisce il Comune di Rende: ‘Noi non depureremo le acque di Legnochimica’

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RENDE – Crescenzo Pellegrino attende ancora dalla Regione il pagamento di cinque milioni di euro per lo smaltimento rifiuti.

“Sinora abbiamo ricevuto solo una parte dei pagamenti, – afferma uno dei fratelli titolari dell’azienda Calabra Maceri – ma non è questo il problema che ci ha fatto desistere dall’intento di collaborare alla bonifica di Legnochimica. Ci eravamo offerti di depurare le acque nel nostro impianto perchè abbiamo dei volumi disponibili, però abbiamo deciso di ritirare la nostra proposta”. Calabra Maceri, come affermato in più riprese nel corso dell’ultimo consiglio comunale a Rende dove si è parlato della messa in sicurezza dell’area di contrada Lecco in cui era ubicata l’ex Legnochimica, sarebbe dovuta intervenire dopo il pretrattamento delle acque dei laghi chimici. I 300mila metri cubi di liquidi contaminati da agenti inquinati dovevano essere ripuliti in loco con l’utilizzo di un impianto mobile che attraverso una condotta avrebbe trasferito poi le acque pretrattate nel depuratore privato dell’azienda per poi essere riversati in un altro depuratore, quello consortile di Coda di Volpe e infine nel fiume Crati. Una soluzione che, verosimilmente, dovrà essere accantonata. “La nostra mission aziendale – afferma Pellegrino – è quella del recupero. A parte l’acqua che va purificata, il resto del materiale presente nei laghi per noi è una risorsa, una materia prima come le biomasse. Ciò però è stato così strumentalizzato che ci ha indotto a non voler più partecipare a nessuna fase del progetto di bonifica.

 

Si è detto inoltre – continua il titolare di Calabra Maceri – che abbiamo costruito su terreni contaminati dove prima c’erano i laghi. E’ assolutamente falso, quell’area dove c’era il lago che è stata ricoperta e sulla quale si è edificato è a valle e riguarda i capannoni delle concessionarie automobilistiche costruite negli anni 2000. Calabra Maceri invece ha acquisito le strutture di Legnochimica a monte, presenti sin dagli anni Sessanta, dove venivano costruiti i pannelli che sono state bonificate dall’amianto e che stiamo ancora ristrutturando. Siamo molto accorti, qui è tutto in regola. L’Arpacal periodicamente analizza le falde acquifere rientranti nella nostra proprietà ed i valori non hanno mai superato i limiti consentiti dalla legge“. E sull’ipotesi che dopo il dissequestro l’azienda possa acquistare ad un prezzo stracciato i terreni di Legnochimica il titolare di Calabra Maceri non ha dubbi: “Non ci interessa affatto”. In merito l’assessore all’Ambiente del Comune di Rende, Francesco D’Ippolito, risponde esterrefatto: “Non so cosa dire, non mi è arrivata nessuna comunicazione. Non sono a conoscenza di nulla, appena potrò contatterò personalmente i fratelli Pellegrino”. Cresce quindi l’incertezza sulle possibilità reali che l’area venga bonificata, nonostante le numerose denunce da parte dell’associazione ambientalista Crocevia che sottolineano l’alta incidenza di patologie tumorali tra i residenti nelle zone limitrofe all’ex Legnochimica. Il Comune di Rende, nel frattempo, si trincera dietro il predissesto economico ripetendo che pur volendo requisire i laghi e provvedere alla bonifica non avrebbe i fondi necessari a realizzare alcun tipo di progetto.

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