Italia
Maltrattamenti agli anziani aumentati, il 30% abbandonati a Natale nelle strutture

Francesco Lorenti, CEO e Founder di Progetto Famiglia Network, spiega come prevenire situazioni di disagio per gli anziani in caso di ricovero e come riconoscerli
MILANO – Il numero di personale assistenziale e sanitario che lavora presso gli istituti di cura e gli ospedali è purtroppo in diminuzione a seguito dei costanti e imponenti tagli alla sanità. In Italia la spesa sanitaria continua a perdere terreno in modo vertiginoso e a parlare chiaro sono i dati presentati al 6° Healtcare summit organizzato da Il Sole 24 Ore, che dimostrano appunto come, pur certificando una crescita del Pil del 1,5% per gli anni 2017-2019, il rapporto tra spesa sanitaria e Pil si riduce dal 6,6% del 2017 al 6,4% nel 2019. Nel 2020 precipiterà addirittura al 6,3%.
“Questi numeri sono confermati dai fatti – spiega Francesco Lorenti, Ceo e Founder di Progetto Famiglia Network Spesso –spesso nelle strutture ospedaliere si trovano due infermieri per reparto con oltre 30 pazienti ricoverati e la situazione è davvero difficile da gestire, specialmente in presenza di pazienti anziani gravi o che necessitano di una sorveglianza continua.” A questi dati, di per sé drammatici, si aggiunge quello degli abbandoni nelle strutture sanitarie durante festività natalizie, periodo in cui gli abbandoni aumentano di circa il 30% rispetto il resto dell’anno.
Un’altra grande problematica riguarda il personale socio-sanitario, tra le categorie più a rischio di esaurimento psicofisico a causa proprio dei ritmi di lavoro stressante e all’impatto con la malattia e la sofferenza, come la sindrome del burnout, appunto. Tutti questi disagi psicologici che il caregiver vive (nell’80% di sesso maschile) vengono trasferiti spesso al familiare/paziente sotto varie aspetti e forme. I casi più frequenti in genere riguardano gli anziani che vivono soli (vedovi) e che soffrono di demenza. “Tuttavia, queste condizioni di lavoro non giustificano e non devono giustificare eventuali maltrattamenti di pazienti, in particolare se anziani.
Gli anziani ricoverati presso gli ospedali dovrebbero essere tutelati nella loro fragilità a partire proprio dal personale di cura, purtroppo la cronaca dimostra che non sempre è così”, continua Lorenti, che indica anche alcuni criteri per prevedere ed evitare queste situazioni in caso di ricovero dei propri cari:
– Accertarsi sulla tipologia di figure professionali presenti (medici, infermieri, oss, ecc..) e la modalità garantita della loro presenza: 24 ore, solo in alcuni orari della giornata o “a chiamata”;
– Oltre all’efficienza è importante che il personale sia umano, sensibile e affidabile nei confronti degli anziani;
– Accertarsi della presenza continua del personale assistenziale di base (osa, oss), in caso di particolari patologie ed esigenze (aiuto a deambulare ed ad alzarsi dal letto, igiene personale) e per quanto riguarda l’aiuto ai pasti;
– I pasti devono essere adeguati alla tipologia di utenza e devono necessariamente tener conto delle condizioni nutrizionali degli ospiti anziani.


















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