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Università della Calabria, dove anche il ‘dottor Pulce’ ha la tosse

Aspiranti docenti chiedono delucidazioni, il funzionario perde la pazienza e minaccia di far intervenire le forze dell’ordine
ARCAVACATA (CS) – “Anche le pulci hanno la tosse”. Questo è ciò che si può pensare uscendo dagli uffici dell’Unical, preposti alla convalida e/o all’acquisizione dei 24 crediti formativi necessari ad intraprendere l’ennesimo estenuante percorso per poter sperare di accedere al mondo dell’insegnamento. Facciamo un piccolo passo indietro. Si parla del FIT (percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione di docente), un sistema aperto a tutti coloro che intendono diventare docenti. I ‘poveri sventurati’, prima di sostenere il concorso pubblico su base
regionale (aperto anche ai non abilitati) annunciato, ma non ancora indetto dal Ministro della Pubblica Istruzione Fedeli (si parla in maniera vaga del 2018) dovranno acquisire o farsi convalidare dalle Università 24 crediti formativi nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (quest’ultimo ambito non riconosciuto dall’Unical).
Come il resto delle Università italiane, anche l’Università della Calabria si è preparata per l’inizio dei lavori, istituendo così un ufficio preposto all’interno del Campus. Uno spazio aperto solo nei giorni Martedì e Giovedì dalle 9:30 alle 11:30, al secondo piano dei cubi 7/11 B. Ma ora torniamo alle pulci e alla tosse. Circa trenta aspiranti docenti nella mattina del 19 Dicembre 2017, in un affollatissimo corridoio del campus di Arcavata si trovavano negli uffici FIT per avere chiarimenti. Chiedevano delucidazioni in merito alla pubblicazione da parte dell’Università dell’elenco degli esami ritenuti “validi“ per il riconoscimento e la certificazione degli stessi da parte di una commissione interna all’Università come da Decreto Ministeriale, che naturalmente non avverrà in forma gratuita.


















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