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Le prostitute si mimetizzano tra le studentesse

ARCAVACATA – Peluche a forma di fiore per avvertire che loro c’erano, case con nomi poetici, romantici e accattivanti, come “La casina rosa”, per far capire dove potevano trovarle.
Sono queste le tecniche delle prostitute presenti in zona Arcavacata, Quattromiglia, Contrada Rocchi e Dattoli.
Lo sfruttamento della prostituzione non conosce limiti e si mimetizza tra gli sguardi innocenti di ragazze che camminano per strada, chi con i libri in mano, chi ansiosa per un esame all’Università e chi, come loro, pronte a chiudere la porta di qualche stanza, con un nuovo cliente.
Questa volta la zona critica sono i plessi presenti nel quartiere dell’ex fonderia, vicino l’uscita per Cosenza Nord.
Un fenomeno in continua crescita, una piaga che riesce a trovare sempre delle vittime, ragazze disperate pronte a vendere il proprio corpo per una ricarica al cellulare.
Oggi la legalità ha in parte vinto, grazie ai controlli e ai dovuti arresti ma c’è il pericolo che la prostituzione viva ancora tra le strade buie di una Cosenza ignara.


















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