Calabria
Acqua: quanto ha investito Sorical nel 2017 e cosa intende spendere per il 2018

I Comuni calabresi hanno debiti per 200 milioni di euro, si propone bolletta bimestrale per i cittadini
CATANZARO – Sono 290 i milioni di euro spesi in totale, tra risorse pubbliche e private, gestiti dalla Sorical nel 2017 per gli investimenti sull’intera rete idrica calabrese. E’ quanto è emerso nel corso della conferenza stampa tenuta nella sede della Sorical dal commissario liquidatore Luigi Incarnato, dal responsabile dell’Area operativa Sergio De Marco e dall’assessore regionale ai Lavori pubblici Roberto Musmanno. “Di questi – ha sottolineato De Marco – 190 sono interamente investimenti Sorical. I risultati raggiunti sono ovunque. A Reggio Calabria con la diga del Menta e dove abbiamo bypassato il Cedir evitando la frequentissima rottura della condotta. A Cosenza dove sono in continua evoluzione, attraverso gli investimenti per l’Abatemarco con la riattivazione, dopo 25 anni, della galleria Mula e l’ulteriore raddoppio dello schema cosentino e quindi il supporto dato al Comune per la gestione, nell’estate scorsa, della crisi idrica seguita alla “piu’ grave siccita’ degli ultimi 50 anni”, come l’ha definita Incarnato, e per l’avvio di una sperimentazione di una nuova modalita’ di alimentazione idrica nel centro citta’. A Catanzaro dove lunedì prossimo, 8 gennaio si procederà all’allaccio di un nuovo bypass, alla riparazione di una rottura e ad alcuni lavori elettrici presso l’Ipot di Santa Domenica”.
Dal 2018 sono previsti investimenti con risorse Sorical per 15 milioni di euro per il programma “Decoro” che interessa 120 manufatti e per la sostituzione di varie condotte. Oltre al capitolo investimenti, però, c’è quello crediti che Sorical vanta nei confronti dei Comuni. Si tratta di una somma pari a 200 milioni di euro. “Non c’è una responsabilità diretta dei Comuni – ha detto Incarnato – che hanno delle difficoltà nella gestione del servizio delle reti e delle fatturazioni, per questo hanno delle grosse perdite. E’ chiaro che se il Comune non riesce ad incassare dai cittadini i soldi, tutti sono in difficoltà, e non si possono programmare e fare investimenti. Quest’anno inoltre si è aggiunta la problematica della siccità che ci ha messo di fronte ad un problema che c’è sempre stato, solo che siamo stati costretti ad affrontarlo con diversi sistemi. Innanzitutto è iniziata la collaborazione con i comuni e poi siamo andati ad individuare nei comuni le grosse perdite”.
“Organizzare il sistema idrico in maniera integrata – ha spiegato l’assessore Musmanno – potrebbe essere la soluzione per la problematica degli incassi dei crediti. Riunire in un unico soggetto il fornitore del servizio idrico e il gestore di riscossione e fatturazione, tirando fuori da questa partita il Comune, che per una serie di motivi non riesce a gestire anche l’acqua, eviterebbe di indebitarlo. In più, secondo me, sarebbe opportuna una fatturazione bimestrale, perché l’utente è più portato a pagare una fattura frequente. A tutto questo stiamo già lavorando grazie all’ingegnerizzazione della rete idrica e si partirà in prova, con i Comuni serviti dall’Abatemarco”. Con tale affermazione l’assessore Musmanno ha sottolineato l’importanza che in prospettiva avranno gli effetti della legge approvata dal consiglio regionale lo scorso mese di maggio, legge che istituisce l’Autorita’ idrica regionale (Aic). Con questa nuova normativa non ci sara’ piu’ una gestione del ciclo idrico tra soggetti distinti ma una gestione affidata a un’unica entita’, l’Aic, che sara’ formata dagli stessi Comuni.



















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